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Pisa

Gorgona, fare chiarezza sui fusti tossici

Gorgona, fare chiarezza sui fusti tossici

Il vicesindaco Paolo: Ghezzi: «E’ necessario per evitare allarmismi. Inoltre deve essere avviata quanto prima la rimozione dei fusti già ritrovat». Sì della Regione: anche Pisa ai tavoli tecnici

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Allarmismo no. «Nel modo più assoluto, ma serve che sia fatta chiarezza coinvolgendo tutte le istituzioni interessate e che si avvii quanto prima la rimozione dei fusti già ritrovati». Anche il Comune di Pisa, attraverso il vicesindaco Paolo Ghezzi, si è unito alle ferme richieste fatte da giorni dall’amministrazione regionale sulla vicenda dei fusti tossici persi a metà gennaio al largo dell’isola Gorgona dal cargo Venezia della compagnia Grimaldi. Lo ha fatto con due lettere, che fanno seguito a riunioni e contatti informali, partite nei giorni scorsi da Palazzo Gambacorti. La prima diretta proprio all’armatore Grimaldi, cui per legge spetta il compito di provvedere alle operazioni di bonifica e alla rimozione dei bidoni, in cui si chiede «una relazione tecnica che evidenzi lo stato d’integrità dei fusti rinvenuti, gli esiti della valutazione sulle condizioni dei fondali, i rischi connessi ad eventuali ritrovamenti lungo costa, la tempistica per la rimozione dei bidoni e i gli eventuali rischi per la popolazione».

La seconda lettera, invece, è stata spedita al governatore Rossi, «per chiedere la partecipazione del Comune di Pisa «ai tavoli tecnici e nelle occasioni in cui si definiscono le strategie e si analizzano i risultati». Ed ha già ottenuto risposta positiva e l’esito è stato comunicato in mattinata ai rappresentanti degli esercizi balneari: «Siamo contenti dell’immediato coinvolgimento del Comune e del confronto diretto con Sib e Fiba – scrivono in una nota i rappresentanti degli stabilimenti del litorale pisano -: tutto questo eviterà inutili allarmismi e permetterà di inquadrare in maniera equilibrata e corretta l’informazione agli operatori ed ai fruitori delle nostre spiagge». Intanto per lunedì è atteso l’esito degli esami effettuati dall’Istituto Zooprofilattico su pesci e molluschi pescati nello specchio di mare in cui sono caduti i bidoni.

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