Finanza
Commissione tecnica sull’inceneritore
A Carlo Iozzi, del comitato Non Bruciamoci Pisa (vedi Il Tirreno del 22 febbraio) faccio presente che il mio atteggiamento nei confronti della filosofia “rifiuti zero” non è ironico. Io non credo che...
A Carlo Iozzi, del comitato Non Bruciamoci Pisa (vedi Il Tirreno del 22 febbraio) faccio presente che il mio atteggiamento nei confronti della filosofia “rifiuti zero” non è ironico. Io non credo che questa sia una prospettiva applicabile e penso che costituisca, per certi aspetti, una utopia fuorviante. Chi conosce la materia, sa bene che non è possibile eliminare totalmente i rifiuti. Anche dalla lavorazione per il recupero di plastica, vetro, lattine, organico e carta si producono percentuali significative di materiale di scarto che non può essere recuperato.
Veniamo ora al termovalorizzatore: il tono da tribunale d’inquisizione sulle metodiche di smaltimento dei rifiuti è ingiustificato. La mia proposta era e resta quella di costituire una commissione tecnica, volontaria ed informale, che prenda in esame i dati delle emissioni del termovalorizzatore, affinché non solo gli organi competenti, ma anche i rappresentanti della società civile abbiano visione dei dati in tempo reale. Per la vicenda del termovalorizzatore di Ospedaletto, abbiamo seguito rigidamente le disposizioni dateci dagli organismi sovraordinati. In primo luogo, la Provincia di Pisa.
Anche a me sembra discutibile il fatto che gli enti di controllo non rendano pubblici i risultati delle analisi che hanno consentito la riapertura dell’impianto, come abbiamo fatto noi; questo anche in considerazione del fatto che tali dati ci sono stati comunicati ed erano dieci volte al di sotto dei valori previsti dalla norma.
Non abbiamo nessun problema a far partecipare ad un’eventuale commissione tecnica chi il comitato Non Bruciamoci Pisa deciderà. Anche medici e rappresentanti delle vicine circoscrizioni. Per fare una cosa seria e non “l’assemblea della palla a corda”, dove giustiziare l’inceneritore, occorrerà ragionare sul numero dei componenti del comitato informale. Sarà la conoscenza dei dati l’oggetto del comitato e non certo le decisioni che riguardano gli organismi superiori. A me parrebbe un passo avanzato, nella direzione del controllo e della trasparenza dei dati di impianti similari.
Infine, per quanto riguarda il giudizio dei medici e le analisi della qualità dell’aria ai fini della salute, eviterei di fare illazioni più o meno motivate. A Pisa sono presenti una comunità scientifica e istituti di sanità ben qualificati. Siamo noi i primi a chiedere a tale comunità e agli organismi sanitari competenti una seria analisi epidemiologica della zona industriale, che riguardi tutte (e sottolineo tutte) le fonti emissive. Dal traffico alle fabbriche e ai relativi sistemi di controllo e monitoraggio. Poi giudicheremo.
Paolo Marconcini
presidente di Geofor Spa
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