La manifestazione
Assegnati 18 agenti al Don Bosco
Ma rimane il problema del sovraffollamento dei detenuti
PISA
Diciotto agenti di custodia in più, un primo passo verso il superamento delle tensioni scaturite dopo l'ultima evasione, ma permane un contesto strutturale di sovraffollamento che rende disagevole e a tratti disumano la detenzione e l'attività lavorativa all'interno del carcere.
Si è svolta nei giorni scorsi la visita all'istituto di pena Don Bosco da parte della delegazione della Provincia formata dal presidente Andrea Pieroni, dalla sua vice Alessandra Petreri, dall'assessore Silvia Pagnin e dal presidente della quarta commissione consiliare Massimiliano Casalini. A ricevere gli amministratori provinciale il direttore pro tempore Francesco Frontirrè.
«Intendiamo ribadire la volontà di continuare ad offrire la nostra collaborazione - sottolinea il presidente Andrea Pieroni - raccogliendo da una parte le istanze di disagio e dall'altra approfondire e confrontarci su quali potranno essere futuri progetti volti a favorire l'integrazione, il reinserimento dei detenuti e comunque cercare di sostenere quelle attività trattamentali a cui la detenzione dovrebbe costituzionalmente tendere, oltre a quelli già in atto».
«Nel visitare la sezione femminile - aggiunge la vice presidente Alessandra Petreri - la sezione giudiziaria e quella medica, oltre a renderci conto della fatiscenza della struttura e del sovraffollamento che sappiamo essere cronico, abbiamo preso coscienza di quanto siano importanti cose che possono sembrare banali, ma che invece per chi vive in uno stato di reclusione possono essere di importanza primaria, come dei televisori o una lavatrice per permettere a chi non ha familiari di farsi il bucato».
«Tra i vari interventi già messi in atto - precisa l'assessore Silvia Pagnin - segnalo i percorsi lavorativi all'interno degli istituti, sostegno alla formazione scolastica, l’erogazione di borse lavoro e attivazione tirocini formativi, corsi di alfabetizzazione, interventi di mediazione linguistico culturale e attività di informazione rivolte ai detenuti stranieri sulla propria posizione giuridica e sui propri diritti».
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