Il Tirreno

Pisa

Arrivano i fusti, mica i migranti

Settimana di bufale, veleni, giochi e nomine. Quella di Ikea che vorrebbe assumere solo persone che per recarsi al lavoro ci metteranno meno di venti minuti è senz’altro una bufala. Quando lì ci sarà...

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Settimana di bufale, veleni, giochi e nomine. Quella di Ikea che vorrebbe assumere solo persone che per recarsi al lavoro ci metteranno meno di venti minuti è senz’altro una bufala. Quando lì ci sarà i Ikea, se la viabilità non verrà radicalmente rivista, con gli ingorghi di traffico che ci saranno, nessuno potrà raggiungerla in venti minuti. Nel frattempo, finalmente, qualcuno si dà la pena di portare all’attenzione del consiglio comunale la questione dei bidoni tossici (l’Arpat nei suoi confusi comunicati li chiama fusti) sparsi davanti alle nostre coste. Sono lì da metà dicembre. Una parte è stata avvistata adagiata sul fondale al largo del Calambrone, gli altri non si sa. Tra quelli individuati ce ne sono alcuni che “risultano vuoti o danneggiati”. Questo significa che il loro contenuto (nichel, molibdeno – peraltro solubilissimi - e altre micidiali porcherie) si è già sparso e continua a spargersi in mare. Vorrei ricordare che lo scorso anno la presenza annunciata di poche decine di profughi, proprio al Calambrone, alimentò una protesta (ributtante nel perché e nei modi) dei commercianti della zona fomentati da certi arruffapopoli da due soldi. «Ci rovinano la stagione» era, in sostanza, l’illuminato e umano ragionamento dei dimostranti che arrivarono a compiere vandalismi, aggressioni e a bloccare la litoranea. La politica accorse in tutte le sue componenti per aizzare o patteggiare o scongiurare. Oggi, invece, tutti fermi. Non sono mica 30 pericolosi migranti, sono appena 198 bidoni tossici i cui liquami possono essere trasportati ovunque dalle correnti. Che, però (basta non farlo sapere), non «rovinano la stagione». Si limitano ad avvelenare le acque e il cibo. Per ora non aggiungo altro, ma se coglierete strani riflessi e sapori metallici nel vostro frittino di paranza, ora sapete il perché.ù

Spopolano due autori pisani di giochi da tavolo, Marco Valtriani e Michele Mura, quest’ultimo è autore di un gioco che si chiama “Lungarno” dove si vendono i palazzi di Pisa. Perché il Comune non lo prende come consulente per vendere la Mattonaia? La frase della settimana è del consigliere regionale Pd Pierpaolo Tognocchi: «Le nomine al Parco sono da Prima Repubblica». Come sempre, no? Alla prossima.

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