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La protesta

Via Gori, troppi rischi per i bimbi

Via Gori, troppi rischi per i bimbi

I genitori: pericoloso il transito dei camion del cantiere e dei rifiuti

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La situazione di disordine di via Pietro Gori, dove si trova la scuola elementare “E. Zerboglio”, preoccupa sempre di più i genitori dei bambini che ogni giorno devono raggiungere a piedi i cancelli dell’istituto, mettendo a rischio la propria sicurezza.

Negli orari di entrata ed uscita da scuola i piccoli studenti si ritrovano a dover camminare tra mezzi della nettezza urbana, camion che caricano e scaricano dai cantieri, auto e motorini, essendo la strada sprovvista di marciapiedi. Al momento, in realtà, la circolazione in via Gori è bloccata a causa di lavori pubblici di una certa consistenza commissionati da Toscana Gas. Se ciò, da un lato, riduce l’affollamento di macchine davanti al cancello principale della scuola, provoca però un consistente aumento del traffico nelle vie attigue, soprattutto in via del Carmine e in via San Casciani.

«Neanche qui i bambini possono camminare sui marciapiedi, che pure ci sono - si lamenta una mamma preoccupata – a causa del parcheggio selvaggio operato da genitori pigri e frettolosi ai quali basterebbe percorrere qualche metro in più per trovare parcheggio appena svoltata la curva».

E, tra i motivi di disordine, la mamma vede anche i lavori del cantiere di via del Carmine, seppure siano state limitate a due le uscite dei mezzi dal luogo dei lavori e che queste avvengano sempre dopo l’orario di ingresso a scuola. In più il cantiere chiuderà tra massimo un mese.

Secondo i genitori, una scuola come la Zerboglio, proprio per la centralità della sua localizzazione, richiede una maggiore attenzione nelle decisioni che riguardano sicurezza, vivibilità e bontà del servizio. Rivendicano quindi per i propri figli la possibilità di camminare su un marciapiede (fin dove c’è) e di avere un percorso protetto lì dove non c’è. E, magari, l’impiego di un ausiliario del traffico o di un volontario che regoli la circolazione nelle ore critiche per limitare al minimo il rischio che i bambini corrono di essere investiti dai numerosi mezzi in transito.

Enza Chiappone

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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