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Pisa

Unesco, uno spiraglio per le navi romane

Sopralluogo dell’ex sottosegretario Bono al sito archeologico: l’iter come patrimonio dell’umanità

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PISA

Il sodalizio Unesco e Navi romane è ancora lungo e complicato ma non impossibile. Questo è quanto ha affermato ieri l'onorevole Nicola Bono, sottosegretario di stato per i beni culturali, durante un sopralluogo agli scavi archeologici dell'area intorno alla stazione di San Rossore.

Due milioni di euro sono stati stanziati per il cantiere delle navi romane e sono già disponibili per far ripartire questa estate, dopo due anni, le attività di scavo e restauro di tutto il materiale rinvenuto all'interno del sito. Altri due milioni sono stati destinati al Museo degli Arsenali Medicei che ospiterà, in un ambiente suggestivo, i reperti restaurati. La visita dell'on. Bono, alla quale era presente anche il presidente della Provincia, Andrea Pieroni, è stata organizzata per valutare la possibile richiesta di inserimento del sito archeologico nell'elenco dei beni patrimonio dell'umanità dell'Unesco."Ci sono i presupposti - ha detto Bono al termine della visita - si tratta di un'area archeologica di sedime portuale unica nel suo genere, con reperti che si snodano attraverso vari secoli. È necessario valorizzare l'area portuale nella sua essenza di bene immobile, perché si possa procedere alle pratiche dell'iscrizione. In un convegno organizzato dalla Provincia, verranno verificati i percorsi per avviare la pratica, che ha delle problematicità tecniche e strutturali, ma l’obiettivo merita di essere perseguito"."Sicuramente l'aspetto economico- finanziario ha un rilievo importante - ha detto poi Andrea Pieroni, presidente della Provincia - . Domani discuteremo delle prospettive di una gestione adeguata e di un percorso condiviso tra ministero ed enti locali. È necessario valorizzare questo sito, unico al mondo, con un lavoro che necessiterà anche di apporti privati, viste le grosse difficoltà finanziarie pubbliche".

Oltre alle navi, in ottimo stato di conservazione, i reperti che sono stati ritrovati all'interno dell'area hanno dell'incredibile ed è per questo che Pisa è stata ribattezzata la "Pompei del mare". Gli oggetti più suggestivi sono quelli della vita quotidiana: sacchetti di sesterzi con le paghe mensili, spazzole per la pulizia delle navi, supporti per pergamene, oggetti della vita di tutti i giorni che diventano veri e propri tesori che la terra ci ha restituito.La storia infinita delle navi romane di Pisa sembra aver trovato finalmente una luce in fondo al tunnel.

Cesare Bonifazi Martinozzi

©RIPRODUZIONE RISERVATAi

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