Finanza
Resta senza telefono per un mese: risarcito
Il giudice di pace condanna la compagnia Wind a pagare 4mila euro a un assicuratore
PISA
Aver lasciato per un mese senza linea telefonica l’agenzia pisana di Fondiaria Sai è costato 4mila euro di risarcimento alla compagnia (Wind) protagonista del disservizio, oltre al pagamento delle spese legali.
Lo ha deciso il giudice di pace di Pisa Alberto Del Monaco, accogliendo le richieste del titolare dell’agenzia assicurativa rappresentato dall’avvocato Alberto Foggia. Una cifra che tiene conto del danno economico, ovviamente presunto, per la mancata sottoscrizione di nuove polizze, ma anche del disagio arrecato a coloro che erano già clienti e che quindi non hanno potuto contattare il proprio agente. La causa assume però una particolarità in più, visto che l’agenzia assicurativa non era cliente Wind nè aveva richiesto il cambio di gestore telefonico.
«I fatti risalgono al maggio 2009 - spiega l’avvocato Foggia - quando l’assicuratore riceve una telefonata da Wind in cui gli viene comunicato che la pratica del suo passaggio al nuovo gestore era in esecuzione. Non avendo però richiesto alcun trasferimento da un gestore all’altro, il mio cliente chiama nuovamente Wind. E da Wind riceve l’ammissione che la pratica, effettivamente, era frutto di un errore nell’individuazione del numero telefonico».
Tutto risolto quindi? La risposta che riceve l’assicuratore non è certo quella attesa. Ancora l’avvocato: «Nonostante l’ammissione dell’errore, l’operatore Wind comunica che non è possibile arrestare la programmata disattivazione della linea telefonica, invitando il mio cliente a scrivere all’ufficio reclami. Due giorni dopo questa telefonata, la linea viene staccata - aggiunge Foggia - tanto da costringermi, nell’interesse dell’agenzia assicurativa, a richiedere al Tribunale di Pisa un provvedimento d’urgenza per il ripristino che avviene un mese dopo».
Da qui la causa alla Wind per richiedere il risarcimento dei danni patiti dall’agenzia assicurativa. «Dopo essere fallito anche il tentativo di conciliazione presso la Camera di Commercio per la mancata adesione della compagnia telefonica, ci siamo dovuti rivolgere al giudice di pace - conclude l’avvocato Foggia -; nella sentenza sono state accolte le nostre tesi, riconoscendo i danni subiti dal mio cliente per questa singolare vicenda».
Daniele Benvenuti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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