Il dolore
Lunghe attese dal medico senza la certezza della visita
CALCI Il pensionamento di un medico sta creando grossi disagi perché i suoi pazienti si sono riversati in grande numero su un altro medico. Si determina spesso un vero proprio “intasamento” in attesa...
CALCI
Il pensionamento di un medico sta creando grossi disagi perché i suoi pazienti si sono riversati in grande numero su un altro medico. Si determina spesso un vero proprio “intasamento” in attesa delle visite.
Sta accadendo al distretto socio-sanitario di via Brogiotti dove è ospitato l’ambulatorio della dottoressa Maria Letizia Licata la quale presta servizio dal lunedì al venerdì, tutti i giorni, mattina e pomeriggio, fatta eccezione per il mercoledì mattina quando cura i detenuti al carcere Don Bosco.
In Vallegraziosa attualmente operano quattro medici di famiglia: Vincenzo Pezzimenti, il quale svolge l’attività nei locali della Misericordia in via Roma; Fiorella Cai, che è in piazza della Repubblica; Edda Neri, nella strada compresa tra piazza Cavallotti e la piazza adibita al mercato e appunto Maria Letizia Licata. Fino a poco tempo fa c’era anche Antonio Carboni, non più medico di famiglia, poiché sta proseguendo l’attività in via XX Settembre però esclusivamente come specialista in dermatologia.
Quando è cattivo tempo si formano file più o meno lunghe fuori dal distretto. Si verifica allorché non funzionano le attività specifiche del servizio socio-sanitario. Ecco alcuni commenti dei pazienti della dottoressa Licata. Dice un anziano: «Siamo tenuti a segnalarci in una fattispecie d’elenco prioritario appeso all’inizio delle visite previste nell’arco temporale di un’ora». «Questo – interviene una signora – costringe il malcapitato ad anticiparsi con la speranza di essere incluso tra i primi dell’elenco».
La prima considerazione – si legge in una nota – è che, chiusa la struttura Asl nel pomeriggio, i pazienti sono costretti ad aspettare all’aperto, in condizioni meteo talvolta avverse. È dura quando piove e le temperature sono rigide, attendendo che la dottoressa non arrivi ad aprire una porta. Altra considerazione riguarda la ristretta forchetta oraria in cui avvengono le visite per cui la dottoressa è costretta ad uscire dallo studio per tracciare una linea di demarcazione sul foglio delle prenotazioni, oltre la quale chi si è registrato viene rinviato al giorno successivo.
Per farci interpreti dei disagi che ci sono stati segnalati, abbiamo telefonato all’Asl 5. Il personale interpellato ha spiegato che «i distretti sono aperti nell’orario programmato e non possono essere aperti fuori orario se non dal medico di famiglia quando arriva. D’altra parte la dottoressa Licata fa quello che umanamente può fare».
Infine, una giovane donna in dolce attesa rileva che «nell’era della informatizzazione siamo ancora a segnalarci con penna su uno striminzito foglietto appeso alla porta».
Pierluigi Ara
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google