Sicurezza
Il matsucoccus non vince: piantati migliaia di pini
PISA Non tutti i mali vengon per nuocere. Il matsucoccus, la cocciniglia serial killer dei pini perché ha portato al taglio di ben 4.100 alberi in circa tre anni, ha fornito l'occasione e la...
PISA
Non tutti i mali vengon per nuocere. Il matsucoccus, la cocciniglia serial killer dei pini perché ha portato al taglio di ben 4.100 alberi in circa tre anni, ha fornito l'occasione e la necessità al Parco di San Rossore ed al Comune di ripiantumare 14.315 piantine. Di queste, dicono gli uffici tecnici del Parco, almeno 9.000 hanno attecchito. Il saldo tra i pini abbattuti e quelli ripiantati assieme a lecci, querce e pini domestici, è positivo.
Quando anni fa scattò l'allarme matsucoccus, il primo pensiero fu rivolto al drastico cambiamento del paesaggio da cartolina delle nostre pinete che viste dall'alto sembravano bombardate. I cultori di botanica e di paesaggistica dissero che il nostro litorale ritornava ad essere un paesaggio "pre-Lorena", visto che fu proprio quella casata nobiliare a piantare i pini marittimi considerati più "puliti" ed ombrosi rispetto a querce e lecci. Molti cittadini chiesero diversi incontri pubblici alle amministrazioni coinvolte perché gli abbattimenti degli alberi avvenivano in una fase di grossa espansione edilizia sul litorale. Ed il mattone non sempre si concilia con l'albero ad alto fusto, tant'è che fu Giancarlo Lunardi (due anni fa presidente del Parco) a calmare con ripetuti incontri gli animi di tanti abitanti del litorale.
Il Parco ha seguito l'intera questione legata al flagello del matsucoccus e dall'Ufficio foreste dell'ente hanno fatto un rendiconto dettagliato dell'intera operazione: «I lavori di abbattimento di pini marittimi seccati dal matsucoccus sono stati fatti in due momenti diversi e in due diverse aree. I primi lavori si svolsero da aprile a dicembre 2008 nei boschi dietro Calambrone su un'area di circa 100 ettari (di cui 50 di taglio raso); i secondi nell'inverno 2009/10 dietro Tirrenia».
Il report del Parco fa finalmente il punto del crono programma di abbattimenti e ripiantumazioni. «A fronte di un abbattimento stimato di circa 4.100 pini adulti - si legge nel documento dell'ente - nei primi mesi del 2009 furono piantate 14.315 piantine di pino domestico, leccio, quercia (farnia), frassino e orniello. Di queste, 9.000 erano provviste di canna di bambù per ritrovarle a distanza nella macchia, e 4.000 erano dotate di disco pacciamante per ridurre la traspirazione estiva». Ecco il punto più interessante del rapporto: «Nell'autunno 2010, quindi a un anno e mezzo dal reimpianto, lo stato dei rimboschimenti nel bosco più interno, retrostante Calambrone, è stato monitorato con Gps dando le coordinate geografiche di ogni singola piantina e grazie a questo sistema ne sono state ritrovare ben 7.320». A questi ritrovamenti certi, fatti grazie alle rilevazioni satellitari, si devono aggiungere tutta una serie di piantine che sono sommerse dal verde infestante e quindi, stando al Parco, si arriva a 9.000 piante attecchite, più del doppio di quelle abbattute.(c.v.)
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