Il Tirreno

Pisa

Giustizia troppo lumaca stanco rinuncia all’esposto

di Candida Virgone
Giustizia troppo lumaca stanco rinuncia all’esposto

Presentato alla presidenza della Repubblica con cinque anni di attesa Alla fine un edicolante ritira il ricorso davanti al Tar e lascia perdere

2 MINUTI DI LETTURA





PISA

Sfiancato dalla giustizia lumaca, dopo anni di attesa ritira il ricorso, partito addirittura con un appello straordinario al presidente della Repubblica. È successo in questi giorni davanti al Tar, a cui si era rivolto, ormai ben cinque anni fa, un edicolante pisano. E visto che la cosa restava lettera morta, o meglio aveva i tempi della giustizia, alla fine l’edicolante ha preferito fare marcia indietro.

I fatti risalgono all’estate del 2007, quando l’edicolante dell’ospedale di Cisanello, zona in cui di fatto in questi anni è nato un nuovo mondo, aveva presentato un ricorso straordinario al presidente della Repubblica per il trasferimento troppo vicino a lui dell’edicola che prima si trovava davanti al palazzo dei congressi. Con una procedura molto rapida ma definita dai difensori del ricorrente «impropria», il Comune aveva spostato il chiosco dei giornali di via Matteotti a via Martin Lutero per i lavori in corso alla rotatoria davanti ai vigili del fuoco.

Dopo il ricorso in sede amministrativa dell’edicolante dell’ospedale, il Comune si era costituito in giudizio chiedendo però la trattazione del procedimento dinanzi al tribunale amministrativo regionale. Si era costituito anche il ricorrente, attendendo un giudizio di cui in questi cinque anni non si è vista neanche l’ombra. Per questo, alla fine, l’edicolante ha deciso di fare un passo indietro e gettare la spugna. Ha rinunciato al giudizio contro Palazzo Gambacorti, che a sua volta non si è opposto. Il ché ha portato alla prevista compensazione delle spese. Cioè ognuno se ne paga una parte e la festa è finita.

L’edicolante era assistito dall’avvocato Nicola Giorgi di Pisa, il Comune dal suo legale, Gloria Lazzeri.

E non è certo una rarità che la gente si stufi e rinunci al giudizio. Succede spesso. «Tanto spesso - spiega Giorgi - che il nuovo codice del processo amministrativo lo prevede espressamente. Con che incidenza? Non si sbaglia se si dice che circa il 25% dei ricorrenti decide alla fine di lasciar stare perché non vede la luce al di là del tunnel». E non è tutto. Il legislatore ne ha così preso atto, che, detto in parole povere, prevede che ci sia, nel corso degli anni di attesa, una riformulazione dell’interesse. In sintesi se la questione non viene sollecitata entro un arco di circa tre anni si estingue da sé. Quindi bisogna anche ricordarsi di sollecitare il giudizio. Si è cercato di introdurre lo stesso principio anche nel giudizio civile, in appello e Cassazione, formula recentemente eliminata con il decreto Severino: guadagnerà anche sette milioni di euro l’anno, ma fa pure cose buone...

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze