Otto anni a due corrieri della droga
PISA Otto anni inflitti in udienza preliminare a due corrieri della droga, i cosiddetti ingoiatori, che ingurgitano discreti quantitativi di droga per trasportarli sfuggendo al controllo delle forze...
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Otto anni inflitti in udienza preliminare a due corrieri della droga, i cosiddetti ingoiatori, che ingurgitano discreti quantitativi di droga per trasportarli sfuggendo al controllo delle forze dell’ordine. È andata male, però, a tutti e due, che in due diversi procedimenti sono stati condannati dal giudice per l’udienza preliminare Donato D’Auria.
Il primo procedimento ha riguardato un giovane ecuadoregno giunto all’aeroporto Galilei dall’Olanda e sottoposto all’accertamento radiografico. Nel suo stomaco, contenuto in ovuli, c’era mezzo chilo di cocaina. Il giovane fu arrestato e l’altra mattina è comparso davanti al gup con l’accusa di traffico internazionale di droga. Il corriere, difeso dall’avvocato Giovanni Frullano, ha chiesto il patteggiamento cosiddetto allargato, che prevede l’accollamento del pagamento delle spese e delle sanzioni accessorie. Con il pm Giancarlo Dominijanni è stata concordata la pena di 4 anni che è stata accolta dal gup.Il secondo procedimento ha riguardato il caso di un giovane romano che aveva ingoiato ovuli contenenti due etti di hashish. Il ragazzo, proveniente dal Marocco, era stato fermato al Galilei e sottoposto all’accertamento radiografico in ospedale. La difesa aveva puntato sulla carta del consumo personale, ma l’occultamento tipico dei corrieri prezzolati non è risultato credibile per il giudice. L’imputato ha scelto il rito abbreviato ed anche per lui la sentenza è stata la stessa. Il pm Antonio Di Bugno ha chiesto la pena di 4 anni che è stata accolta dal giudice D’Auria.
Sono molti i corrieri che sbarcano a Pisa, ritenuto a torto lo scalo di una città media in cui potrebbe essere più facile passare inosservati. Non è così. Le tratte tenute sotto controllo sono proprio quelle che prevedono viaggi a più tappe con scali su zone a rischio, come ad esempio l’Olanda o appunto il Marocco. Li scelgono i narcotrafficanti per confondere i controlli, esponendo però i corrieri al pericolo di ritardi che possono mettere a rischio la loro vita. La mancata espulsione degli ovuli nei tempi previsti può provocarne la distruzione ad opera dei succhi gastrici provocando la fuoriuscita della droga e una atroce morte per il corriere. Clamorosamente a Pisa è già accaduto tre volte.
(c.v.)
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