Il dolore
Esposto sugli immobili di via La Pergola
Il movimento Occupy accusa: «Dietro l’acquisto ci sono degli strani trasferimenti di danaro»
PISA
Dopo l'occupazione, Occupy Pisa si affida alla giustizia. Ieri, i militanti del movimento hanno presentato un esposto in questura per «invitare la magistratura a far luce sulle presunte speculazioni che si celano dietro le operazioni di compravendita degli immobili di via La Pergola». Gli stabili furono occupati lo scorso novembre dal movimento Occupy Pisa e sgomberati circa una settimana fa.
«Come cittadini di questa città – si legge nell'esposto – abbiamo deciso di chiedere alla magistratura di verificare se, dietro le operazioni di compravendita del portafoglio immobiliare delle ex Casse di Risparmio del Tirreno, sussistono reati di tipo finanziario a danno di cittadini italiani». All'esposto, i responsabili del movimento hanno allegato una dettagliata ricostruzione storica delle palazzine. Secondo quanto ipotizzato dagli esponenti di Occupy Pisa, gli stabili di via La Pergola appartengono alla Olivia srl, una società fondata, con un capitale sociale di appena 10mila euro, nel 2005, e oggi in liquidazione per iniziativa volontaria. Questa, attraverso un sistema di “scatole cinesi”, è detenuta da altre società, tra cui la Norman 95, società fondata da Massimo Cimatti e fallita nel 2011 con un debito di circa 200 milioni di euro. Secondo gli appartenenti ad Occupy Pisa, nell'aprile del 2005 viene stipulato un atto di pre-acquisto di un pacchetto immobiliare di proprietà della Banca Popolare Italiana, tra cui anche gli stabili di via La Pergola, tra Norman 95 e Bpi. Acquisto poi concretizzato dalla Olivia srl verso la fine del 2005, pochi giorni dopo la sua fondazione, ottenendo un finanziamento di oltre 20 milioni di euro da Monte dei Paschi di Siena e Callimaco Finance, una società del gruppo Lehman Brothers. I militanti di Occupy Pisa sostengono, nell'esposto depositato, che il «pacchetto di immobili sarebbe stato utilizzato per occultare questi trasferimenti di denaro». La presentazione dell'esposto porta a compimento l'iniziativa “Esponiamoci!” con cui il movimento ha raccolto circa 450 firme presentate a supporto dell'esposto. «La nostra intenzione – dicono gli esponenti del movimento - era di far assumere all'esposto un carattere pubblico che, con lo sgombero della scorsa settimana, ha acquisito un valore ancora più importante perchè, dopo due giorni dalla nostra dichiarazione pubblica di volere presentare l'esposto, gli immobili di via La Pergola sono stati sgomberati. Ipotizziamo, infatti, un rapporto di causa-effetto tra i due eventi».
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