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Camp Darby, scatta la bonifica su terreni inquinati da piombo

di Francesco Loi
Camp Darby, scatta la bonifica su terreni inquinati da piombo

Le analisi hanno accertato un’eccessiva presenza nella zona destinata al tiro al piattello Sopralluogo da parte di tecnici del Comune, della Provincia e dell’Arpat nella base americana

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Presenza di piombo in eccesso rispetto ai limiti. Per questo sarà avviata una bonifica all’interno della base militare Usa di Camp Darby. La zona oggetto dell’intervento è quella dell’ex Skeet Range, il vecchio tiro al piattello, all’interno dell’area del deposito munizioni. Sono diverse le pratiche relative a bonifiche in zone di Camp Darby che si trovano sui tavoli del servizio ambiente della Provincia di Pisa. «Sono tutte richieste che vengono dal comando della base e che non presentano elementi di sostanziale criticità», si sottolinea dagli uffici dell’amministrazione provinciale.

Questo all’ex area di tiro al piattello è l’intervento più particolare, se non altro perchè la pratica parte da lontano, alcuni tecnici degli enti hanno fatto un sopralluogo nella base qualche settimana fa e in un primo momento era stato messo in preventivo (poi scongiurato) il taglio di diversi alberi. Tutto questo è contenuto in un atto del servizio ambiente che riepiloga la vicenda seguita da un’apposita conferenza provinciale.

«La progettazione dell’intervento di asportazione del terreno contaminato - si legge nell’atto - è stata effettuata sulla base delle risultanze di un’analisi di rischio specifica che ha definito le aree a maggior contaminazione (soprattutto per la presenza di piombo)». Il risultato della caratterizzazione ha evidenziato che circa l’88% dei campioni con valori oltre la norma sono rappresentativi solo dei primi 20 centimetri di profondità. Tanto che, si aggiunge, «la tipologia di contaminazione presente non comporta rischio per le acque sotterranee e può portare rischi sanitari soltanto nel caso di attivazione di percorsi diretti quali ingestione di suolo e contatto dermico».

Secondo un documento integrativo era stato ipotizzato l’abbattimento di 33 alberi tra bosco e pineta, così da poter eseguire completamente le operazioni di bonifica. Sulla base di questo Comune, Provincia ed Arpat hanno svolto a fine novembre un sopralluogo sul sito interessato (circa 900 m3 di terreno), specificando che ormai non ha più «di fatto una frequentazione umana» e che quindi «rimane poco probabile l’attivazione dei percorsi di esposizione di tipo diretto che potrebbero essere definitivamente esclusi mediante ulteriori misure di interdizione».

La conferenza ha così deciso che l’intervento di risanamento può essere formalmente autorizzato dal Comune di Pisa senza prevedere il taglio di specie arboree. E’ stato anche stabilito che «l’intervento di bonifica dovrà iniziare entro 6 mesi dalla ricezione dell’atto autorizzativo del Comune»; e che «dovrà essere condotto un monitoraggio delle acque sotterranee» prima delle operazioni di scavo e poi a conclusione, insieme al rilascio della certificazione finale di avvenuta bonifica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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