Il Tirreno

Pisa

A me gli occhi please, commesse truffate col trucco del resto

dI Candida Virgone
A me gli occhi please, commesse truffate col trucco del resto

Tre negozianti raggirati sabato sera da due ladri esperti E c’è il sospetto che abbiano ipnotizzato le loro vittime

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PISA

A me gli occhi please. Un modo per incantare l’interlocutore e tramortirlo facendogli fare anche quello che non vuole. Non si sa se veramente con l’ipnosi o banalmente con l’abilità tipica dei giocatori delle tre carte, che, nelle feste di paese e in qualunque situazione di confusione, sono capaci di raggirare anche la persona più abile, due truffatori sono riusciti a derubare almeno tre negozi del centro. Sono tre infatti i malcapitati commercianti che fra Borgo e Corso Italia hanno raccontato la loro disavventura al nostro giornale, dopo averla denunciata ai carabinieri. Ma il sospetto è che i negozianti truffati siano almeno il doppio. Raggirati in una maniera semplicissima e già nota: quella del resto sulla banconota di grosso taglio, un vero classico del genere secondo un copione purtroppo noto.

Sabato sera, ore sette, poco prima della chiusura. Ad agire due persone, un uomo e una donna, accento napoletano, ben vestiti, lei più defilata, lui curato, un metro e settanta, parlantina sciolta tale da imbambolare anche l’Uomo Ragno. Primo negozio. In Borgo Largo. Entra lei e fa un acquisto pagando con una banconota da duecento.

Poi entra lui. Devo regalare una cintura a mia moglie dice. Paga, poi chiede un pezzo intero - sa già che quella banconota c’è perché l’ha lasciata la sua complice -, poi quando gli viene dato il resto lo chiede in pezzi diversi e imbambola la commessa finché questa, nella confusione, non gli dà 100 euro in più del dovuto.

La stessa scena, con la stessa persona, si ripete un quarto d’ora dopo nella sede dello stesso negozio in Corso Italia. L’uomo entra e compra due cinture pagando con una banconota da 500 euro. La commessa gli dà il resto in banconote da 100, ma poi lui dice che non lo vuole in pezzi da 50 perché gli servono il giorno dopo e le banche sono chiuse.

La ragazza inizia a contare i fogli da cinquanta ma comincia a confondersi. Lui intanto ha fatto sparire i pezzi da 100 che gli erano stati dati per primi. Mentre la commessa tenta più volte di cercare di capire cosa succede, lui la interrompe continuamente e le dice: ma no, che fa, conti così, mi guardi negli occhi. La ragazza è confusa, conta il danaro più volte, sente che c’è qualcosa che non va, ma la pressione dell’uomo è forte: continua a parlare e a dire cosa deve fare. Intanto è entrata l’altra complice e cerca di mettere fretta alla cassa: mi faccia pagare, insiste, devo andare. Una situazione di totale confusione per la ragazza, che alla fine dà all’uomo, per una spesa di 20 euro, 8 banconote da 50 più 80 euro, oltre alle 480 già date prima, con quattro banconote da 100 più il resto.

Usciti i due e volatilizzatisi nella calca del passeggio del sabato sera, la ragazza capisce che c’è qualcosa che non va. È cerea, confusa, ha il mal di testa: la collega le offre un bicchier d’acqua. La stessa scena, cinque minuti prima, si era ripetuta in un negozio per bambini di Borgo Stretto. E chissà in quanti altri.

«Siamo allibiti - dice la proprietaria di due dei negozi truffati - e vogliamo solo avvisare gli altri negozianti perché temiamo che imbrogli del genere possano fare altre vittime»

.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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