Sicurezza
49 alloggi da sistemare entro la fine dell’anno
PISA Ci sono ottanta case popolari libere che hanno bisogno di lavori di manutenzione. «Entro la fine dell’anno ne sistemeremo 49 con soldi nostri», annuncia Lorenzo Bani, presidente dell’Azienda...
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Ci sono ottanta case popolari libere che hanno bisogno di lavori di manutenzione. «Entro la fine dell’anno ne sistemeremo 49 con soldi nostri», annuncia Lorenzo Bani, presidente dell’Azienda pisana edilizia sociale (Apes) facendo il punto sulla gestione del patrimonio abitativo pubblico.
«La mancanza di risorse necessarie per le politiche della casa, in particolare per la manutenzione e la ristrutturazione degli edifici - prosegue Bani - ci impedisce di rispondere in maniera ottimale alle necessità strutturali di circa 6200 alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp). In provincia di Pisa 435 fabbricati su 859 comprensivi di circa 3000 alloggi sono stati costruiti prima del 1950. È evidente che lo stato degli edifici richiede ormai interventi consistenti, a cui non è possibile far fronte solo con le quote dei canoni. In questo quadro la priorità che ci siamo dati, oltre al superamento delle barriere architettoniche e la dotazione di impianti definitivi di riscaldamento, è la manutenzione straordinaria degli alloggi che si sono liberati e hanno bisogno di lavori di ristrutturazione».
«Non è possibile lasciare alloggi pubblici sfitti rispetto alla drammatica emergenza casa presente nella nostra città - sottolinea ancora Bani - L’obiettivo che occorre perseguire tutti insieme (istituzioni, forze politiche, associazioni degli inquilini) è quello di arrivare ad una soluzione definitiva. Allo stato attuale sono circa 80 gli alloggi liberi del Comune di Pisa su cui dobbiamo intervenire. Con risorse proprie abbiamo programmato di sistemare 49 appartamenti entro la fine dell’anno».
Secondo il presidente di Apes, «oltre ad investire in nuove costruzioni, la Regione potrebbe finanziare il recupero definitivo degli alloggi pubblici sfitti, così in meno di un anno Pisa avrebbe una disponibilità pari ad un fabbricato di 100 appartamenti».
«Non è più possibile - conclude il presidente di Apes - far fronte al disagio abitativo in modo straordinario, perché non è più un’emergenza, ma un dramma quotidiano che richiede interventi ordinari. La mancata soddisfazione del bisogno della casa è uno dei primi fattori di esclusione sociale. Nel nuovo contratto di servizio tra Apes e i Comuni soci, grazie alla disponibilità degli enti locali, siamo riusciti a destinare gli 862.000 euro del canone concessorio, che prima andavano nelle casse dei Comuni, agli interventi di manutenzione degli alloggi Erp».
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