Il Tirreno

Pisa

La classifica delle Università è un caso

di Carlo Venturini
La classifica delle Università è un caso

La Normale rielabora la graduatoria fatta a Shanghai ed è ai vertici, l’Ateneo precipita e contesta. E Sant’Anna resta fuori

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 PISA. «Io non ci sto». Lo disse in più occasioni l’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. E a quella frase sembra si sia ispirata la Scuola Normale che si è vista relegare nella classifica stilata dall’Università di Shanghai al 301° posto mentre l’Ateneo di Pisa era al 150° e la Scuola Sant’Anna era di fatto desaparecida. Ecco allora che da Palazzo della Carovana, hanno messo i puntini sulle “i” e hanno rifatto la classifica “ingrata” tenendo conto di un parametro in più: quello del numero di alunni e docenti. La Scuola Normale si è quindi catapultata ai primi dieci posti degli atenei più importanti al mondo. Il rovescio della medaglia è che in questo saliscendi, l’Università di Pisa sprofonda al 266° posto.

Scuola Normale. Dalla Scuola Normale fanno sapere che era evidente «la necessità, per poter analizzare correttamente i risultati conseguiti da istituzioni molto diverse tra loro dal punto di vista delle dimensioni, di riclassificare la graduatoria secondo il parametro Pcp che tiene conto, appunto, delle dimensioni dell’ateneo». Il Pcp è il rapporto tra il numero di allievi, docenti e ricercatori. E’ ovvio infatti che se un ateneo italiano o straniero ha duemila docenti avrà la meglio in termini di ricerche pubblicate o citate su quelle università che hanno poche decine di professori o ricercatori. Sulla base di tale riclassificazione, la Scuola Normale Superiore si è classificata al 10° posto delle istituzioni universitarie mondiali nell’ultima graduatoria di agosto 2011 ed è la prima italiana.  La posizione della Scuola Normale nella graduatoria potrebbe inoltre essere più elevata se non fosse che gli allievi della Normale conseguono il diploma di laurea all’Università di Pisa che si vede automaticamente accreditati anche i premi Nobel della Scuola. Da Palazzo della Carovana fanno osservare inoltre che i parametri della classifica originaria di Shanghai riguardanti il numero di citazioni e pubblicazioni riguardano esclusivamente il settore scientifico e quello economico-sociale, il che comporta l'esclusione dalla valutazione del 50% circa della produzione scientifica della Normale che invece attiene il settore umanistico, letterario, storico e filosofico.

L’Università. Nella classifica originaria della Shanghai University era assieme alla Sapienza di Roma saldamente al 150° posto. Prima tra tutti gli atenei nazionali. Nella classifica della Normale, il gradino occupato dall’ateneo pisano è il 266°. Da Palazzo alla Giornata, sede del Rettorato, non arriva alcun commento. Il savoir faire istituzionale domina. Commentano invece e seccamente alcuni docenti. «Di classifiche ce n’è una sola - dicono - ed è quella che la Shanghai University ha divulgato ad agosto del 2011». La Scuola Sant’Anna. In questo su e giù tra Università e Normale, il Sant’Anna resta giocoforza in disparte. E questo perché non risulta tra i primi 500 atenei più virtuosi al mondo. Dimenticanza della Shanghai University o eccesso di “snobismo” della Scuola che si vuole distinguere a tutti i costi? Non hanno dunque peso le due ultime pubblicazioni su Nature o la ricerca della Scuola, ad esempio, in campo robotico? «Noi siamo la primavera delle università – dice Pierdomenico Perata preside della classe accademica di Scienze sperimentali - Il nostro record è che siamo giovani, siamo stati fondati 24 anni fa mentre l’Università di Pisa ha oltre 650 anni e la Normale oltre 200 anni». La questione di questa esclusione è dunque prettamente “anagrafica”. Uno dei parametri che contribuiscono al ranking fatto da Shanghai è infatti quello delle citazioni delle ricerche universitarie. “«Ed è logico – dice Perata - che se Università e Sant’Anna sono attive da secoli, le ricerche dei loro docenti verranno citate più di quelle dei nostri professori che sono attivi da poco più di 20 anni». Ma la crescita delle citazioni del Sant’Anna è esponenziale: basti pensare che nel 2000 erano 158 mentre nel 2011 sono state ben 2.644.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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