Attenzione
Ikea, si conta su duecento posti di lavoro
Soddisfazione per l’adozione della variante che dà il primo via libera al progetto per l’insediamento ai Navicelli
PISA. «Sono ottimista». È soddisfatto il primo cittadino per l’adozione della variante urbanistica che consente la realizzazione di Ikea con lo spostamento della destinazione d’uso di una parte dello spazio destinato a magazzini e negozi della nautica, in zona Navicelli, verso la grande distribuzione. Duecento i posti di lavoro a tempo pieno calcolati come ricaduta sull’area pisana. L’ennesimo step al progetto al centro di un lungo dibattito è stato posto ieri mattina a palazzo Gambacorti nel corso di una conferenza stampa a cui, con il sindaco, Marco Filippeschi, hanno partecipato l’assessore comunale all’urbanistica, Fabrizio Cerri, e due dirigenti del settore, Mario Pasqualetti e Gabriele Berti.
«Inviterò Barroso a Pisa - ha ribadito Filippeschi - per mostrare come il progetto sia sui binari giusti. Questa variante - ha aggiunto soddisfatto - è stata portata all’approvazione in due mesi di lavoro. È stata politicamente rilevante la convergenza di Sel e Terzo Polo, che premia la giunta. Deludente il voto pilatesco del Pdl, nonostante il percorso approfondito che c’era stato sul voto: l’astensione si spiega solo con uno spiazzamento sui grossi temi della città che la destra dimostra. Stridente infine la posizione di Rifondazione».
«La delibera portata in consiglio comunale - ha detto Cerri - è migliorativa rispetto al quadro iniziale, frutto di aggiustamenti recepiti e significativi in virtù di un percorso partecipato».
Alla Cna, che aveva chiesto la possibilità futura, in loco, di maggiori spazi per il commerciale, Filippeschi e Cerri rispondono con un «ni». Nei capannoni destinati alla nautica nel vicino insediamento era stato chiesto un cambio di destinazione d’uso oltre il settore, nella cui crescita tutti sperano, passata la crisi. «Non c’è stata una richiesta specifica come nel caso di Ikea - ha ribadito Cerri - ma la domanda di un generico ampliamento di destinazione: si valuterà quindi nell’ambito di un approfondimento più generale con ulteriori verifiche, non immediate». «Lo scenario peggiore che possa prefigurarsi riguardo all’impatto economico e sociale - ha aggiunto Cerri - è che rimanga tale il fatturato speso nei 68 Comuni del bacino di utenza di Ikea (che comprende 7 comuni di Spezia, quelli di Firenze che gravitano sulla nostra provincia, da Fucecchio in giù, eppoi Lucca, Livorno e parte di Pistoia): si parla di 645 milioni di euro. Con un attivo di posti full time intorno ai duecento».
Si è parlato infatti di 300 posti di lavoro con un centinaio nell’indotto (bar, ristoranti, pulizie). Il calcolo sulle possibilità di tempo pieno è su 270 occupati con una potenziale perdita di 120 posti, ma questa su tutto il bacino di utenza e dunque su tutti e 68 i Comuni di cui si parlava. Il saldo in positivo è dunque di 150 posti: se si considera però che le assunzioni prevedono un tempo di percorrenza per raggiungere il posto di lavoro di massimo venti minuti, riguardano per lo più l’area pisana, facendo arrivare il calcolo di assunti in loco a circa 200.
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