Finanza
Tre bimbi rischiano di morire
Appiccato il fuoco ad una roulotte nel campo rom della Bigattiera: polemiche e proteste
PISA. Tre bambini e due adulti hanno rischiato di bruciare vivi nel fuoco che si è sviluppato nella loro roulotte. È successo nella notte fra mercoledì e giovedì nel campo abusivo che riunisce un centinaio di nomadi alla Bigattiera. L’incendio è scoppiato poco dopo le tre. Secondo alcuni abitanti del campo qualcuno avrebbe dato fuoco ad un telone di plastica con cui era stato coperto, per difendersi dal freddo e dalla pioggia, il tetto di una vecchia ruolotte. «Ho sentito mio fratello più piccolo urlare - ha detto Asan Dibrani, 29 anni - e sono uscito dalla mia baracca. Ho visto la roulotte andare a fuoco e insieme ad alcuni parenti ho cercato di spegnere le fiamme con la sabbia e un po’ d’acqua che avevamo. Dentro, con mio fratello, c’erano mia madre e tre dei miei bambini». Il giovane racconta di essere padre di cinque bimbi fra i tre e i dodici anni. Fortunatamente le fiamme sono state spente subito e il fuoco ha distrutto parzialmente il vecchio riparo: la finestra posteriore e parte del tetto. Sul posto sono intervenuti la polizia, i vigili del fuoco, i vigili urbani di Marina.
Per i Dibrani non si tratterebbe di un fatto casuale, ma di qualcuno che ha cercato di dare alle fiamme la loro roulotte intenzionalmente. E pare che nel campo scoppino continue liti. «Sono sicuro - ha aggiunto Asan - che a dare fuoco alla roulotte sia stato qualcuno del campo. È impossibile che venga gente da fuori perché la zona non è facilmente raggiungibile e ci sono tanti cani che alla vista di un estraneo abbaierebbero. Sono convinto che si tratti di qualcuno del campo».
Non è di questo stesso avviso l’Unione Inquilini di Livorno, che da anni assiste la famiglia e che teme che l’incendio possa essere frutto di «un grave atto criminale e razzista». «Si è sfiorata la tragedia - dice Daria Faggi - : poteva ripetersi quanto è avvenuto il 12 agosto del 2007 a Livorno, quando quattro bambini finirono arsi vivi nella loro baracca di legno».
«I Dibrani - aggiunge Faggi - sono stati sfrattati due anni fa da un alloggio di piazza Cavallotti a Livorno perché senza lavoro. Erano andati a stare alla Bigattiera in attesa della fine dei lavori alla ex caserma La Marmora, dove il Comune di Livorno sta allestendo un centro di emergenza abitativa per sfrattati. Qui, ed è gravissimo, non esiste una sola area attrezzata con acqua e luce per sistemare i rom. Il razzismo di una parte degli elettori ha convinto il sindaco che è meglio non occuparsi di “zingari”; si preferisce lasciare alle ortiche uno spazio già predisposto e vuoto, che è costato ai contribuenti 200 milioni di lire nel 1988, l’area camper in via Mondolfi, mai usata in questi 24 anni, piuttosto che utilizzarla per loro. L’Unione Inquilini chiede che l’amministrazione comunale si metta in regola con le normative europee e gli indirizzi regionali (senza spendere un solo euro) liberando le periferie della città da insediamenti abusivi che creano allarme sociale e proteste continue per il degrado che la mancanza di servizi produce. Vogliamo avere la certezza che la vita di questi bambini, nati a Livorno e ben inseriti a scuola fino al 2010, non sia più messa a rischio».
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