Il Tirreno

Pisa

Siamo diventati tutti più poveri rispetto a dieci anni fa

Gli ultimi avvenimenti accaduti in Grecia dovrebbero farci riflettere non poco e comunque pongono interrogativi preoccupanti per tutti i paesi della zona euro. La Grecia è solo la prima nazione

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Gli ultimi avvenimenti accaduti in Grecia dovrebbero farci riflettere non poco e comunque pongono interrogativi preoccupanti per tutti i paesi della zona euro. La Grecia è solo la prima nazione dell'Unione Europea che mostra palesemente il fallimento dell'euro. Le decisioni prese dal parlamento di Atene la notte di domenica 12 febbraio per fronteggiare il suo debito internazionale, diventato una voragine dopo l'introduzione dell'euro, sono soltanto un modo per prolungare la sua agonìa, quasi un accanimento terapeutico su un malato cronico.

Guardiamo ora la situazione italiana e chiediamoci se, dopo 10 anni dall'introduzione dell'euro, la nostra società è più stabile economicamente, più ricca, più efficiente? Forse è esattamente il contrario : c'è più povertà, c'è più disoccupazione, c'è meno servizi, c'è meno certezze. Si potrebbe aggiungere : pazienza, questi sono anni di sacrifici e di vacche magre, però dopo..., però domani..., ma domani quando? Con queste previsioni il domani è inquietante, con queste previsioni il domani fa paura. Se tutti i sacrifici economici che siamo costretti a subire avessero almeno una scadenza e una sicura prospettiva di ripresa, sarebbero completamente giustificati, ma all'orizzonte ci sono solo incertezze.

E allora mi domando che senso abbia rimanere ancora nell'euro. Per impoverirci ulteriormente? Forse è solo utopìa oppure follia uscire dalla zona euro, ma benedetta utopìa e benedetta follia se fuori dall'euro riprenderemo a camminare con le nostre gambe, con le nostre capacità, con la rinata voglia di affrontare la vita.

Penso che un altro modello di società sia possibile e irrimandabile. Non possono essere le banche, i petrolieri, le Borse, le agenzie di rating a decidere la nostra sopravvivenza. Il nostro futuro deve avere come unico obiettivo, come stella polare di riferimento il bene dell'uomo, la felicità dell'uomo, la solidarietà sociale per i più deboli e i più bisognosi, le occasioni di lavoro per i giovani. i giovani come risorsa ineludibile e irrinunciabile. Ho 67 anni e non so se riuscirò a vedere nascere questa nuova società che invoco, naturalmente non la invoco per un mio capriccio personale, ma per i giovani che hanno un mondo di validi motivi per pretendere di vivere in una società più al servizio delle persone, di una società che promuova il merito, di una società che dia a tutti opportunità  ed occasioni per crescere ed esprimere il proprio talento.   

                                                Antonio Piras

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