Il Tirreno

Pisa

Ragusa, indagini sui rapporti familiari

di Candida Virgone
Ragusa, indagini sui rapporti familiari

L’attenzione puntata sull’espulsione dai Testimoni di Geova di una persona legata alle attività della famiglia del marito

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PISA. Serrate, a tappeto le indagini sul caso della scomparsa di Roberta Ragusa, la mamma di 44 anni ingoiata dal nulla nella notte fra il 13 e il 14 gennaio scorsi a Gello di San Giuliano. Intanto si aprono scenari che possono rivelarsi interessanti sul collegamento della donna con il gruppo religioso a cui si sarebbe avvicinata senza comunque farne parte formalmente, quello dei Testimoni di Geova.

Omicidio. Quello che inizialmente poteva anche sembrare un allontanamento volontario, una pista in cui sperava fermamente anche la famiglia della donna, convince sempre meno, mano a mano che passano i giorni. E le indagini non escluderebbero anche le ipotesi più tragiche: un procedimentro per omicidio a carico di ignoti sarebbe stato aperto dalla procura, per quanto, sebbene sollecitata, non arriva alcuna conferma ufficiale dagli inquirenti.

Le piste. Un atto dovuto anche per permettere maggiore incisività all’inchiesta e più ampie possibilità di azione investigativa. I carabinieri - su questa indagine sono impegnati gli uomini del nucleo investigativo, agli ordini del dal capitano Michele Cataneo e sotto la direzione del sostituto procuratore Aldo Mantovani - non escludono alcuna possibilità, per quanto appaia sempre più remoto che Roberta Ragusa si sia allontanata volontariamente o sia ospite di qualcuno che così sconsiderevolmente l’aiuterebbe in una cosa del genere. Eppoi nessuna madre, neanche la peggiore - e Roberta era una mamma affettuosa e devota per Daniele, 15 anni, e Alessia, 10 - sarebbe sparita così lasciando al buio i suoi figli. Potrebe esser trattenuta da qualcuno contro la sua volontà? Se fosse stata rapita, o fosse davvero uscita di notte in preda ad un’amnesia cadendo nella mani di qualche malintezionato, ci sarebbero state tracce e segnali evidenti.

Le voci. E mentre nel paese circolano le voci più disparate - alcune sono solo chiacchiere da bar, altre informazioni utili che sono comunque al vaglio dei carabinieri - importanti provvedimenti sarebbero stati presi nel gruppo religioso per cui la donna aveva dimostrato di simpatizzare.

Testimoni di Geova. Si parla insistentemente dell’espulsione dalla chiesa pisana dei Testimoni di Geova, avvenuta proprio una decina di giorni fa, di una persona legata alle attività della famiglia Logli e molti conoscenti mettono in relazione i due fatti. L’espulsione dal gruppo religioso, fra l’altro, avviene solo per cose particolarmente gravi, comportamenti che la comunità di riferimento non approva e che non sono in linea con l’adesione ai comandamenti da questa dettati.

Sotto la lente degli inquirenti, ancora, gli ultimi giorni di vita della scomparsa, ma anche la vita quotidiana della donna, le sue conoscenze, i testimoni di diversi avvistamenti, non tanti, ma tutto sommato fumosi e inconcludenti. E ancora i luoghi, la casa, le auto, i collegamenti suoi e della famiglia.

Tradimenti. E l’incedere delle indagini metterebbe in luce, come spesso accade, che di famiglie del Mulino Bianco ce ne sono poche e che sotto l’apparente tranquillità celava insoddisfazione e routine. Roberta non sarebbe stata serena, soprattutto negli ultimi tempi, e lo avrebbe confidato alle amiche, ponendo punti interrogativi su un futuro che le sarebbe apparso oscuro e le avrebbe poturo precludere possibilità di scelta.

Davanti ai microfoni di Rai Tre, sotto l’incalzare della giornalista Paola Grauso, di “Chi l’ha visto?”, il marito, Antonio Logli, 48 anni, ha smentito le chiacchiere che insistemente parlano di vite parallele ma separate da anni. Nessuna relazione, nessuna scoperta di eventuali tradimenti, nessun problema. «Roberta mi aveva trovato dei messaggi - dice l’uomo - ma innocenti, di conoscenti».

Si intuisce che la moglie possa averli fraintesi. E forse queste scaramucce potrebbero anche, volendo, essere al centro della decisione di sparire senza dare notizia di sé. Si, ma per quanto?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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