La manifestazione
I giornali e il web: lezione col direttore dell’Espresso
Bruno Manfellotto ha inaugurato la Scuola dei master della facoltà parlando del futuro dell’informazione
PISA. «Il rapporto tra la carta stampata e il giornalismo online? Un impegno e un'angoscia quotidiani». Così Bruno Manfellotto, direttore de “L'Espresso” ed ex direttore del “Tirreno” e della “Gazzetta di Mantova”, ha aperto il suo intervento all'inaugurazione del nuovo anno accademico della scuola dei master della Facoltà di lettere e filosofia. L'evento si è aperto con i saluti del preside della facoltà Maurizio Iacono e del direttore del master in Comunicazione pubblica e politica Adriano Fabris.
I giornali sono destinati a scomparire nell'era di Internet? E per converso, l'informazione sul web è davvero affidabile? Rete e carta stampata non saranno in qualche modo conciliabili? Il titolo stesso della lezione di Manfellotto (“Le nuove frontiere del giornalismo online: dall'Espresso all'Huffington Post”) ci dice che l'integrazione è possibile e benvenuta, sia pure mettendo dei punti fermi. Ai neodiplomati e ai neoallievi del master, Manfellotto ha raccontato la sua esperienza e le sue impressioni in fatto di giornalismo e nuovi media, iniziando dal ruolo giocato dalla pubblicità.
«Un report del New York Times, il più innovativo gruppo editoriale mondiale, ci dice che i costi della stampa crescono sempre di più», ha esordito. «Al contrario il giornalismo online è meno costoso, ma la pubblicità su questo canale ancora non garantisce introiti a sufficienza». Il motivo della diffidenza della pubblicità nei confronti del web è presto detto: il pubblico della rete è indifferenziato, mentre la pubblicità deve sempre avere un destinatario preciso. Nel frattempo i giornali se la passano tutt'altro che bene. «”Il manifesto” ha annunciato la sua liquidazione, il Foglio si avvia a chiudere, l'Unità cerca acquirenti, la francese Tribune è passata da 650 a 35 giornalisti», sono gli esempi citati da Manfellotto. Si arriva a un paradosso: il peso di internet nella diffusione delle informazioni è molto più grande di quanto non si riesca a portare a casa. A questo si aggiunge il grande rischio della rete di mettere in circolo informazioni incontrollate e incontrollabili, divenuto sempre più concreto con l'esplosione dei social network. Eppure sul web ci sono anche siti d'informazione dalla formula intelligente e curata. «Penso all'Huffington Post, che ha tre punti di forza – spiega Manfellotto – In primo luogo, offre le informazioni di base. Poi si occupa di gossip alto, cioè dei retroscena politici, e infine offre blog tenuti da tecnici di altissimo livello».
Entro qualche mese, il sito di Arianna Huffington approderà anche in Italia. Il preliminare d'intesa con il gruppo L'Espresso è già stato firmato. «Ci saranno due siti paralleli, quello dell'Huffington italiano e quello dell'Espresso», dice ancora Manfellotto. Nonostante l'avvento del web, è la conclusione della lezione, i giornali hanno ancora una vitalità eccezionale: «I giornali danno l'identità di un paese, di ciò che vuole e di ciò che non sopporta, con l'online invece non c'è identità. Ai giovani dico: andate pure su Internet, ma anche alla fonte primaria». Cioè alla carta stampata.
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