Finanza
Gravemente malato si è sposato in ospedale
La coppia conviveva da 38 anni. Il vicesindaco Ghezzi l’ha unita in matrimonio mentre il personale di Cisanello riempiva i corridoi con la marcia nuziale
PISA
Lui si è sposato in piagiama e con la cravatta, lei era in tuta. Un matrimonio particolare quello che si è svolto ieri alle 12,15 in un salottino del reparto di chirurgia toracica dell'ospedale Cisanello fra Paolo, 72 anni, gravemente malato e Simonetta, 69 anni. La coppia, che vive in provincia di Pistoia, conviveva dal 1974 e non si era mai sposata. Il desiderio del matrimonio aveva covato in questi lunghi 38 anni di convivenza in cui sono nati tre figli: Roberto, Riccardo e Roberta. Tutti sposati e con prole, i figli maschi vivono nel Pistoiese, mentre Roberta è sposata con Paolo e vive a Grosseto.
Così, dopo la lunga convivenza, ieri è arrivato il giorno giusto per unirsi in matrimonio. Paolo aveva confidato a suo genero di volersi sposare senza dire nulla alla futura sposa. «Lunedì scorso abbiamo telefonato in Comune - racconta il genero Paolo - e abbiamo trovato un’impiegata brava e molto gentile che ci ha spiegato tutto».
Vista la condizione dell’uomo che aveva espresso il desiderio, la macchina comunale è stata veloce ed efficiente «e vorremmo ringraziare pubblicamente il vicesindaco Paolo Ghezzi e la funzionaria Tamara Chini per la loro umanità e professionalità».
All’ospedale, medici e paramedici erano stati avvisati che il giorno giovedì 16, ieri, sarebbe arrivato il vicesindaco con due funzionari del Comune per sposare Paolo e Simonetta.
E ieri mattina, a Cisanello sono arrivati i figli con le nuore, il genero e quattro nipotini. Con i vassoi per il buffet e una cravatta. Quando poi è arrivata, la mamma, si è trovata di fronte a tutta la famiglia al gran completo. «Oggi vi sposate», le hanno detto i figli. «Ma io sono in tuta!» ha risposto la futura sposa.
Il personale ospedaliero avevaa preparato lo stereo con la marcia nuziale che ha riempito il salottino, attiguo alla stanza dove Paolo è ricoverato, quando il vicesindaco Ghezzi ha dato il via alla cerimonia.
La figlia Roberta, che ha pianto commossa, aveva comprato le fedi e tutto si è svolto come in ogni matrimonio. Al termine, Paolo ha voluto scherzare con una battuta: «Oh, mio Dio, ma che ho combinato!» regalando un altro momento felice.
«È stata una cerimonia toccante, commovente e allo stesso tempo serena», ha commentato il vicesnidaco Paolo Ghezzi. I medici e gli infermieri, poco prima che cominciasse la cerimonia, avevano regalato alla sposa un bouquet di fiori.
«Sono stati tutti molto bravi e umani - hanno voluto ribadire i figli - il vicesindaco Ghezzie la funzionaria Chini e il personale dell’ospedale».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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