Sicurezza
Il serial killer si è tolto la vita a Milano
Pino Cobianchi si è impiccato nel carcere di Opera. Il suo avvocato: la famiglia non è stata avvisata
PISA
Il serial killer Pino Cobianchi si è impiccato nella cella del carcere di Opera a Milano dove era detenuto. Si chiude tragicamente una vita passata da un omicidio all'altro, da un processo all'altro, da una prigione ad un'altra. E di questo evento tragico, informa il suo legale Laura Antonelli, non sono stati informati né i famigliari «né la compagna di Cobianchi. Sono stata io a darle la notizia - dice l’avvocato - quando invece è un preciso diritto del familiare contemplato dall’ordinamento giudiziario, in questi casi, di essere informati».
Pino Cobianchi aveva commesso atroci delitti. Venne accusato e condannato all'ergastolo, sia in primo che in secondo grado, degli omicidi di tre prostitute tutti avvenuti nel 2003, fra Coltano e Madonna dell'Acqua: aveva ucciso Evelyn Ogunbor, Petra Vendikova e Ernestina Ingenito, le prime due di 26 anni, l'ultima di 23. Venne anche condannato all'isolamento diurno.
Cobianchi, quando era a Pisa in regime di semilibertà, veniva in redazione a trovarci e aveva confidato alla nostra collega Candida Virgone che una sua amica era sparita raccontando aspetti che solo lui conosceva. Quell'amica scomparsa era Veruska Vason il cui corpo senza vita, nel 2006, venne ritrovato due mesi dopo i suoi racconti. Un delitto che confessò in una lettera a Candida Virgone, prima di confessarlo alla Procura. Vason fu uccisa con 54 coltellate ,dopo un banale tentativo di truffa non riuscito, insieme ad una complice. Per quel delitto Cobianchi venne condannato a trent'anni. E dal Don Bosco, Pino Cobianchi continuava a scrivere alla giornalista del Tirreno. In una di queste lettere, aveva fatto delle ammissioni sugli omicidi delle prostitute che poi confessò.Prima ancora dell'ergastolo e dei 30 anni di pena per il delitto Vason, Cobianchi doveva scontare altri scampoli di pena, per una serie di rapine commesse con lo pseudonimo di Robin Hood e alcuni furti e incendi ai danni di varie persone. Il tutto lo portava (già prima dell'ergastolo) dietro le sbarre fino a 104 anni.
Cobianchi, che aveva 57 anni, era stato a lungo recluso al Don Bosco di Pisa, dove aver peregrinato per 26 anni in varie carceri italiane: nel 79, infatti, era stato condannato a Milano per un delitto commesso l'anno prima per avere ucciso un diciottenne di vita che taglieggiava.
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