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Il senatore Mugnai

«Falso che esponenti di An non siano stati risarciti»

«Falso che esponenti di An non siano stati risarciti»

PISA Il senatore del Pdl Franco Mugnai scrive una lettera il cui nucleo centrale si risolve in una frase che qui si riporta alla lettera: «Non risponde al vero, quindi, come si affermerebbe negli...

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Il senatore del Pdl Franco Mugnai scrive una lettera il cui nucleo centrale si risolve in una frase che qui si riporta alla lettera: «Non risponde al vero, quindi, come si affermerebbe negli asseriti, ma “…non meglio identificati ambienti di An…” che non sia stato ottenuto alcun risarcimento del danno».

L’attuale presidente della fondazione dell’ex An si riferisce a un articolo pubblicato dal “Tirreno” martedì scorso, in cui si riportava lo stupore che ha suscitato in città, fra gli ex aennini confluiti nel Pdl, la vicenda di una notula da 60mila euro: è il compenso che Mugnai avvocato chiede per «l’attività difensiva» a Mugnai presidente (cioè a se stesso). Subito, martedì, è stato specificato che non c’è nulla di penalmente rilevante. Ma resta il fatto che secondo i suoi colleghi di partito quella parcella “stride” con i risultati processuali: zero euro alle sei parti civili vittime di minacce e attentati incendiari compiuti il 2003 e il 2004 dalle Cor, le Cellule di offensiva rivoluzionaria.

Mugnai spiega che è «vero il contrario, non potendosi certamente imputare al sottoscritto difensore l’impossidenza degli imputati condannati, peraltro detenuti od irreperibili». In pratica, se gli imputati condannati non fossero poveri e non fossero latitanti, le parti civili sarebbero state risarcite. Prendiamo atto che ciò che in italiano si chiama ipotetica del terzo tipo (anche detta della “irrealtà”) per l’avvocato si trasforma in «non risponde al vero che non sia stato ottenuto alcun risarcimento del danno». Pertanto questi chiede «doverose precisazioni e rettifiche». Nessuno mai ha messo in dubbio le capacità di Mugnai come legale; anzi è senz’altro merito suo se, «per la prima volta, è stata ammessa la costituzione di parte civile di persone fisiche in un processo ex-articolo 270-bis del codice penale». Così come va reso onore a Mugnai del fatto che «sia stata mia cura richiedere un ampio stralcio rispetto ai compensi calcolati secondo le tariffe professionali».

La sua prestazione lavorativa è durata «ben tre gradi di giudizio in sede penale, articolatisi in 19 udienze complessive e una successiva fase esecutiva volta a escutere gli imputati condannati».

Insomma, i soldi non sono arrivati e per questo sono state «promosse reiteratamente e puntualmente procedure esecutive, anche se dall’esito negativo». La speranza non è persa del tutto: «Il diritto al risarcimento non è ancora prescritto».

Gianluca Campanella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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