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Scolmatore, finiti i lavori Primo accordo sulle porte

Scolmatore, finiti i lavori Primo accordo sulle porte

LIVORNO La foce dello Scolmatore dell'Arno è libera. E' terminata la prima fase di lavori a Calambrone, al confine tra le province di Livorno e Pisa. Sono stati asportati quasi 27 mila metri cubi di...

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LIVORNO

La foce dello Scolmatore dell'Arno è libera. E' terminata la prima fase di lavori a Calambrone, al confine tra le province di Livorno e Pisa. Sono stati asportati quasi 27 mila metri cubi di sedimenti riutilizzati per il ripascimento delle spiagge della riviera pisana. Tra alcune settimane inizierà la rimozione di altri 150 mila metri cubi circa di sedimenti sottomarini. «Si tratta di un primo passo significativo - ha spiegato il presidente dell'Autorità Portuale di Livorno, Giuliano Gallanti -Emblematico perchè dopo chissà quanto tempo l'acqua dello Scolmatore arriva al mare senza ostacoli e perchè evita un ulteriore interramento del porto e apre la fase che porterà al dragaggio dei fondali». «Il materiale rimosso è risultato compatibile con la sabbia delle spiagge di Calambrone - ha chiarito il responsabile ambiente dell'Authority livornese Giovanni Motta - Quindi è stato possibile spostarlo davanti agli stabilimenti balneari, con l'apprezzamento dei titolari, visto che in quell'area si verifica una considerevole erosione». E' intanto in preparazione il bando da circa 3,5 milioni di euro per il dragaggio dei fondali del porto. Domani infine è in programma un incontro tra i tecnici di Port Authority e della Società dei Navicelli di Pisa per verificare la funzionalità delle “porte vinciane”, le chiuse tra canale dei Navicelli e porto che attualmente sono sempre aperte, ma che, dopo il dragaggio dei fondali del porto, saranno chiuse: «Tenerle aperte dopo aver speso tutti quei soldi sarebbe assurdo» aggiunge Gallanti. «Non vogliamo penalizzare nessuno - sostiene l'assessore comunale alle opere pubbliche Bruno Picchi - ma nessuno deve penalizzare noi». Dopo un incontro in Regione, a gennaio, si è trovato un equilibrio tra gli interessi dei cantieri nautici di Pisa e del porto di Livorno: «Le porte saranno aperte due volte al giorno e su richiesta - ha detto Motta - Ma l'impegno è aprirle ogni volta che si verifichino accumuli di materiale. Bisogna superare questa sensazione di scarsa fiducia da parte degli enti di Pisa: l'Autorità Portuale è un ente pubblico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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