Il dolore
La maggioranza non è stata compatta e Pizzi si è dimesso
L’ex assessore al bilancio di San Giuliano spiega i motivi scatenati dalle tensioni per l’uscita dal patto di stabilità
SAN GIULIANO. A distanza di qualche giorno dalle sue dimissioni, l’ex assessore al bilancio Franco Pizzi spiega la scelta che lo ha portato a lasciare il suo incarico. E la ragione va cercata in queste righe: «Quando una parte della maggioranza non ritiene di sostenere l’opera svolta da un assessore, questi deve rimettere il proprio mandato per favorire un chiarimento politico utile e necessario».
Il riferimento è ai socialisti che erano contrari all’uscita del patto di stabilità e hanno sostenuto di averlo saputo a dicembre. Proprio i conti del bilancio comunale sono stati al centro di forti tensioni. Le scelte del lease-back e di mettere sul mercato degli immobili per avere la liquidità necessaria si sono scontrate con la crisi economica e le varie finanziarie che hanno tagliato i finanziamenti statali. L’amministrazione ha tentato con il colpo di coda della vendita delle due farmacie comunali ( mantenendo il 5%), ma neanche questo è bastato e, alla fine, ha dovuto alzare bandiera bianca.
Alla fine di questo percorso non del tutto condiviso all’interno della maggioranza, Pizzi ha rassegnato le dimissioni e, ora, fa riferimento proprio a quello “scollamento” all’interno della maggioranza.
Nella sua lettera, Pizzi tiene a sottolineare che ha interpretato il ruolo di amministratore «come un servizio che si presta ad una comunità, espletando un mandato ricevuto dal sindaco che ha come rotta di riferimento il programma di legislatura e che interpreta le linee politiche di una maggioranza». Ed ecco che quando all’interno della maggioranza, una parte fa mancare il proprio sostegno, Pizzi si dimette affermando anche che «forse questa è una politica “vecchia”, ma a cui intendo sempre attenermi. Forse risulta strano che vengano presentate le dimissioni, in un’Italia in cui nessuno si dimette, forse come sempre si potevano trovare le scappatoie del caso, ma io intendo la politica, ripeto, come un servizio, che si può fare con i gradi, ma anche da soldato semplice».
E Pizzi spiega anche, per come è fatto e per quello in cui crede, di essere lontano anni luce da soluzioni non del tutto condivise: «I compromessi - sostiene Pizzi - pur provenendo da un partito dove la mediazione era all’ordine del giorno, non fanno parte del mio dna». L’ex assessore, quindi, ricorda i tagli subiti sui trasferimenti statali e l’impossibilità di accedere a finanziamenti per i tassi di interesse «proposti da un sistema bancario poco incline a dare un contributo alla soluzione dei problemi e una burocrazia amministrativa che assume posizioni conservatrici».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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