I testi sono on-line La scuola entra nel mondo digitale
I dirigenti divisi sulle nuove indicazioni del ministero «Ci sono problemi organizzativi, non tutti hanno internet»
PISA. La scuola italiana entra ufficialmente e obbligatoriamente nel mondo del digitale. E’ questa la novità contenuta nella circolare ministeriale n.18 del 9 febbraio scorso, firmata dal direttore generale del Miur (Ministero Istruzione Università e Ricerca) e inviata a presidi, dirigenti e uffici scolastici regionali.
Il testo impone, per il prossimo anno scolastico, il passaggio a libri in forma mista o digitale, non permettendo più l’utilizzo di testi esclusivamente cartacei. L’obiettivo è estendere le forme di apprendimento attraverso l’uso della multimedialità, abbandonando la carta come unico strumento per la proposta dei contenuti didattici.
Costretti ad adeguarsi a queste nuove indicazioni, i dirigenti scolastici si dividono esprimendo pareri più o meno favorevoli, ma tutti concordi nel voler rispettare la circolare ricevuta.
«Ci adegueremo alle richieste pervenute dall’alto pur nutrendo delle perplessità sul passaggio al digitale, soprattutto per il momento storico di crisi economica che stiamo vivendo, ma anche per motivi organizzativi», dice Pietro Stacchio, preside all’Istituto superiore Santoni. «E’ vero che ormai il computer è presente nell’80% delle famiglie dei nostri studenti, ma la percentuale di disponibilità di accesso alla rete internet è più bassa, intorno al 60%, e quindi non tutti potranno scaricare gli aggiornamenti on-line da casa».
I nuovi testi suggeriti dal ministero, infatti, si presentano in edizione cartacea ma con dei contenuti digitali, fruibili direttamente in rete o scaricabili sul proprio computer», concorda Salvatore Caruso, dirigente al liceo classico Galilei, che continua a preferire la carta come la collega Daniela Ritrovato, preside all’Istituto comprensivo Tongiorgi, che sottolinea i vantaggi del supporto classico. Una giusta compensazione dei mezzi è invece quello che auspica Enrico Valli, dirigente scolastico dell’Istituto Fibonacci: «La forma digitale è un ausilio didattico molto valido per l’ampliamento e l’aggiornamento dei contenuti, che permette anche di ridurre il peso dei testi, ma la carta deve restare alla base dei mezzi di consultazione». E proprio l’aggiornamento dei contenuti sembra essere il punto di forza dei nuovi testi digitali, come ci spiega Luca Venturi, rappresentante di libri scolastici e presidente regionale dell’Anarpe (Associazione nazionale agenti rappresentanti promotori editoriali).
Il percorso che la scuola sta dunque iniziando tra mille incertezze sarà lento e solo tra qualche anno potremo valutare se l’impatto delle nuove tecnologie sulle metodologie di insegnamento sarà davvero positiva come sembra.
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