La manifestazione
La protesta delle periferie riparte dai Passi perduti
La frazione si sente abbandonata, senza illuminazione e con pochi servizi «Il sindaco pensa solo alle grandi opere per il centro, ma qui ha preso i voti».
PISA
Le periferie chiedono più attenzione. E più servizi. Al Comune che impegna risorse nel rilancio del centro storico, i residenti più lontani dicono di sentirsi dimenticati. Stavolta è il caso del quartiere I Passi, nella estrema zona nord della città. «Ho parcheggiato la macchina ai Passi» si dice a Pisa quando si vuole intendere un posto lontano. Ma gli abitanti di quel rione adesso non ci stanno più: «Ci sentiamo cittadini di serie B. Possibile che i soldi ci siano solo per le “grandi opere” in centro?». L’ultima “rivolta” della periferia porta la firma di un lettore, Giovanni Girardi, che prende spunto dalla recente inaugurazione di piazza Vittorio Emanuele, definita con sarcasmo «radiosa e gioiosa». Poi elenca una lunga serie di difficoltà nel suo quartiere, i Passi, appunto. E una passeggiata nella zona conferma il senso di isolamento percepito dagli abitanti, che ha una ragione psicologica: «L’assenza di centri commerciali», dicono nel rione, anche se va precisato che in città ce ne sono in concentrazione ben superiore alla media nazionale. E si aggiunge una ragione geografica: il passaggio a livello su via XXIV maggio. Quando questo si chiude, c’è da aspettare parecchio: «Quattro ore della nostra vita mensile», ha calcolato Girardi che non vuole immaginare cosa succederebbe nel caso di «un’urgenza per una corsa in ospedale». In effetti, quel passaggio automatico a doppia sbarra, venti anni fa era all’avanguardia. Per motivi di sicurezza circa due anni fa è stato trasformato in passaggio con quattro sbarre, che ha tempi diversi e più lunghi. E se a Putignano (è notizia recente) è finalmente partito il progetto del sottopasso, per i Passi non sembra al momento che ci siano analoghi fondi e accordi con le Ferrovie. Ecco, il denaro, è il punto dolente sollevato da Girardi: «I nostri soldi non sono dello stesso colore degli altri? Il sindaco alle ultime elezioni ha avuto qui un gran numero di voti e quindi dovrebbe cercare di mantenerli. Invece viviamo al buio».
L’assessore ai lavori pubblici, Andrea Serfogli, ammette la mancanza di illuminazione pubblica, ma non lo considera un problema di soldi, quanto di burocrazia. Infatti c’è da rifare la linea elettrica e si deve scavare la condotta; però ci sono complicazioni per la gara d’appalto che dovrebbe comprendere tutti i lavori di questo tipo. Così Serfogli promette una soluzione «in settimana: sotto i 150mila euro si può fare assegnazione diretta; tanti Comuni ricorrono a questa possibilità». Pertanto l’intervento sui Passi sarà scorporato dal conto generale, visto che ormai sta assumendo caratteri di urgenza. Ma l’altro grande ostacolo è che nel piano urbanistico i Passi sono un’unica “particella”: bisognerebbe frazionare le pertinenze condominiali e separarle dalle strade comunali per capire cosa è a carico di chi. Il vero elemento caratterizzante del quartiere è che i circa ottocento residenti sono quasi tutti anziani.
Il circolo Arci, punto di riferimento ai Passi ha in programma di espandersi. Ma per far “rinascere” un’area bisogna portare i bambini. E nonostante una scuola elementare di qualità , la scuola di musica e una serie di impianti sportivi (è in arrivo pure la palestra di scherma Di Ciolo, che vuole costruire una sua struttura), i giovani fuggono verso il centro. Forse è per questo che manca una farmacia e ci sono solo un’edicola e un panificio: il regolamento urbanistico non impedisce l’iniziativa commerciale ai Passi, ma nessun imprenditore la giudica conveniente da un punto di vista economico.
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