La manifestazione
Il governo Monti tolga la tassa sugli immigrati
Anche se in questi giorni assistiamo ad un animato dibattito in merito a possibile modifiche legislative sui criteri di acquisizione della cittadinanza italiana da parte degli immigrati, le...
Anche se in questi giorni assistiamo ad un animato dibattito in merito a possibile modifiche legislative sui criteri di acquisizione della cittadinanza italiana da parte degli immigrati, le preoccupazioni dei lavoratori extracomunitari sembrano rivolgersi, a mio avviso giustamente, altrove.
Dal 30 gennaio è infatti in vigore un nuovo tariffario per ciò che concerne le spese per il rinnovo e l’acquisizione del permesso di soggiorno: 80 euro per i permessi annuali e fino a 200 euro per i permessi superiori a un anno, a cui si deve aggiungere la vecchia tassa di 27,50 euro più il costo della marca da bollo.
Si badi bene che la disposizione in oggetto è stata istituita dal precedente governo ed era prevista nell’ultimo dei cosiddetti decreti sicurezza.
La giustificazione per aver aumentato anche fino a 10 volte il contributo per il rilascio del permesso si regge sulle seguenti motivazioni.
1) Finanziare il cosiddetto patto di integrazione, per il quale sono previsti corsi di lingua italiana ed educazione civica e che comunque già le scuole dell’obbligo forniscono agli immigrati dopo aver pagato una tassa di iscrizione o che numerose associazioni assicurano già gratuitamente.
2) Finanziare il fondo nazionale per il rimpatrio dei clandestini. Sancendo così il principio che chi lavora onestamente sul territorio debba farsi carico finanziariamente di rimpatriare chi delinque.
Il passato governo di centrodestra, che non solo non ha istituito alcun centro nuovo per il rimpatrio dei clandestini limitandosi solamente a cambiare la denominazione di quelli già esistenti (da Cpt a Cie), ma si è anche reso colpevole di aver tagliato i fondi destinati alle forze dell’ordine rendendo ancor più difficile la situazione della sicurezza urbana, legittima, con questo gravoso balzello, uno dei più deleteri principi del nostro paese: colpire chi sta nelle regole ed è per questo facilmente identificabile, mentre per i furbi e i delinquenti si allargano le maglie.
Ne è prova il fallimento continuo delle politiche della sicurezza dei vari esecutivi Pdl-Lega Nord.
Noi di Futuro e Libertà riteniamo improponibile che il governo del professor Monti possa raccogliere una simile eredità, considerando il fatto che l’attuale azione di governo si sta giustamente indirizzando in maniera opposta rispetto a quella del precedente esecutivo, in special modo sui temi del rispetto della legalità e della giustizia sociale.
Chiediamo quindi il ritiro di questa spropositata tassa che colpisce il lavoratore immigrato, una tassa che colpisce unicamente chi produce e chi lavora nel nostro territorio.
Responsabile politiche sociali
area immigrazione, integrazione
e cittadinanza
di Futuro e Libertà
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