Sicurezza
Stranieri in piazza «Togliete la tassa per restare in Italia»
Presidio davanti alla prefettura sostenuto dai sindacati «Famiglie di immigrati costrette a versare mille euro»
PISA
«Con questa tassa aumenteranno gli irregolari». È l'effetto immediato che potrebbe causare la nuova tassa sui permessi di soggiorno. E la stessa preoccupazione si respira tra i tanti immigrati che ieri, supportati da Cgil, Cisl e Uil, hanno dato vita ad un sit-in di protesta sotto il palazzo della Prefettura di Pisa per contestare l'introduzione del balzello che arriva anche a triplicare i costi per chiedere o rinnovare il permesso di soggiorno.
«È una tassa che tende a non regolarizzare gli immigrati», spiega Abebiin Osmani, funzionario della Fillea Cgil e segretario dell'associazione multietnica “Insieme per l'uguaglianza”.
Voluta dal governo Berlusconi ed entrata in vigore il 30 gennaio, la tassa prevede il pagamento di 80 euro per i permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari ad un anno, 100 euro per i permessi di soggiorno di durata superiore ad un anno e inferiore o pari a due anni e 200 euro per la carta di soggiorno di lunga durata, a cui vanno aggiunti circa 70 euro per i costi amministrativi, gli stessi che prima servivano per il rilascio del permesso.
«È un provvedimento ingiusto e discriminatorio - accusa il segretario provinciale della Fillea Cgil Pablo Cartone - che comporterà tutta una serie di problemi a queste persone. Bisogna guardare l'immigrazione come a una fonte di ricchezza e non di guadagno».
I segretari provinciali delle tre confederazioni sindacale sono stati ricevuti dal prefetto al quale hanno consegnato un documento per chiedere l'abolizione della norma dal decreto Milleproroghe, che nei prossimi giorni sarà votato in Senato.
«Chiediamo la cancellazione della norma dal decreto», dice il segretario provinciale della Uil, Renzo Rossi. Gli fa eco il segretario della Cisl, Gianluca Federici, che invita il «Governo a ricevere le indicazioni che Cgil,Cisl e Uil stanno proponendo per la modifica del Milleproroghe».
L'aumento esponenziale dei costi per il rilascio del permesso di soggiorno si abbatterà soprattutto su quegli immigrati che risiedono in Italia con l'intera famiglia.
«Ci sono famiglie che dovrebbero pagare 800 e anche mille euro – dice Osmani -. Con la crisi che c'è, non si riescono a pagare queste somme e la conseguenza sarà un aumento degli irregolari».
Molta preoccupazione serpeggia anche tra chi si trova a fare i conti con la carenza di lavoro e la mancanza di un'occupazione che gli possa garantire la permanenza in Italia.
Come Sylay Shkelzen, ventiduenne albanese, a Pisa dal 2003. Fino allo scorso anno lavorava come muratore in una ditta locale. Dall'inizio del 2012 è in cassa integrazione. «Con questa nuova tassa non riesco a rinnovare il permesso di soggiorno - racconta -. Sono in cassa integrazione, pago 550 euro tra affitto e bollette. Adesso dovrei pagare 270 euro per rinnovare il permesso. Come faccio ad andare avanti?».
Senza permesso Sylay sarà costretto a tornare in Albania oppure, in alternativa, gli si apriranno le porte della clandestinità.
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