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Province, è meglio accorparle

Il documento del consiglio: come risparmiare riordinando gli enti

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PISA

Il Consiglio provinciale di Pisa, convocato in seduta aperta giovedì 9 febbraio, ha votato a maggioranza un ordine del giorno redatto dall'Upi (Unione Province italiane) e proposto in tutti i Consigli provinciali nazionali, dove si chiede unitariamente alle Regioni, di promuovere i ricorsi di fronte alla Corte Costituzionale, per fare dichiarare l'incostituzionalità delle disposizioni contenute nel decreto legge 201/2011 che prevede la cancellazione delle Province, e si invita Governo e Parlamento ad approvare una riforma organica delle istituzioni di governo di area vasta.

La proposta sostenuta dall'Upi, spiega il presidente della Provincia Andrea Pieroni, prevede «un intervento immediato di razionalizzazione delle Province attraverso la riduzione del numero delle amministrazioni: la razionalizzazione dovrà essere effettuata in ambito regionale, con la previsione di accorpamenti tra Province, mantenendo comunque saldo il principio democratico della rappresentanza dei territori, con organi di governo eletti dai cittadini e non nominati dai partiti».

«Riteniamo fondamentale una ridefinizione delle funzioni delle Province in modo da lasciare in capo alle Province esclusivamente le funzioni di area vasta. A questo è necessario unire l'eliminazione di tutti gli enti intermedi strumentali (agenzie, società, consorzi) che svolgono impropriamente funzioni che possono essere esercitate dalle istituzioni democraticamente elette previste dalla Costituzione».

Il documento approvato auspica inoltre l'istituzione delle Città metropolitane, come enti per il governo integrato delle aree metropolitane, il riordino delle amministrazioni periferiche dello Stato, legato al riordino delle Province e la destinazione dei risparmi conseguiti con il riordino degli enti di area vasta ad un fondo speciale per il rilancio degli investimenti degli enti locali.

«La nostra proposta di riordino degli enti di area vasta - conclude il presidente Pieroni - consente in 6 mesi di trovare risorse pari a 5 miliardi di euro che potrebbero essere destinate al rilancio degli investimenti degli enti locali secondo una stima del tutto prudenziale. Sono risparmi ben più consistenti rispetto ai 65 milioni di euro previsti nel decreto "Salva Italia"».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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