Sicurezza
I farmaci sono in ritardo colpa del nuovo software
Fa discutere il sistema adottato da Estav. I sindacati: «Risultato, le consegne si bloccano o slittano. E mancano anche materiali per le sale chirurgiche»
PISA
Dal primo gennaio, a Cisanello i farmaci arrivano in ritardo, così come ci sono grossi problemi su mascherine, cuffiette, calzari e mascherine chirurgiche. I sindacati puntano il dito sull’Estav dell’Area Vasta della Toscana occidentale che, oltretutto, non avrebbe predisposto dei referenti certi nel recepire le lamentele e le osservazioni degli addetti ai lavori.
I ritardi di tutte queste forniture si stimano anche in 10-12 giorni ed in particolar modo, il mancato rifornimento puntuale dei farmaci sarebbe dovuto al nuovo sistema di inserimento degli ordinativi dei farmaci giudicato dal personale sanitario «troppo rigido e farraginoso».
«Nello stesso foglio excell – spiegano dal sindacato degli infermieri Nursind – ordiniamo più farmaci immettendo nelle apposite caselle, da un lato il nome del medicinale e dall’altro la quantità». Il problema è proprio sulla quantità. «Se chiediamo 5 fiale di un farmaco e il numero non corrisponde a quello contenuto nella confezione o a un suo multiplo, non riceverò nulla». In poche parole cioè, il sistema sembra non segnali l’errore o l’inesattezza.
«Come medico – interviene Gerardo Anastasio del sindacato Anaao/Assomed – so che ci sono questi problemi perché mi sono trovato più volte a chiedere un farmaco che non c’era più e la risposta è stata che non era arrivato per problemi di ordinativo». Su queste difficoltà, gli stessi sindacati dicono che l’Estav sta lavorando per rimediare. «Rimane però il problema più grave – dice Daniele Carbocci del Nursind – dei ritardi nelle forniture di mascherine, cuffiette, guanti chirurgici che sono ricompresi in maniera del tutto inopportuna nelle forniture della cancelleria assieme dunque a lapis e penne». Ed in questo caso, il software è sempre dell’Estav ma è il vecchio tipo e non quello che gestisce i farmaci. Il problema di questi ritardi di cui l’utenza non si accorge ma che gravano sul lavoro dei sanitari, secondo il Nursind è presto detto. «L’Estav – dice Carbocci – ha voluto cambiare tutto insieme sia i software che la logistica dei magazzini e quindi ci sono queste problematiche». Sia Nursind che Anaao lamentano inoltre la frustrazione nel non aver alcun referente dedito alla risoluzione di questi e altri intoppi. «Una volta – dice Anastasio – se non ricevevo ciò che mi serviva, mi attaccavo al telefono e sapevo con chi parlare e sapevo anche che quella persona era un responsabile e che avrebbe risolto la cosa». «Ieri sono stato al telefono tutta la mattina – dice Carbocci – per il ritardo nell’ordine di mascherine e cuffiette chirurgiche ma o non rispondevano, o rispondeva il call center, o le linee erano occupate». Entrambi i sindacati sottolineano che la centralizzazione di molti servizi sotto l’Estav Toscana Occidentale che si occupa dei presidi sanitari di Lucca, Massa-Carrara e Livorno, ha prodotto un eccessivo livellamento. «E’ indubbio che ci siano dei vantaggi economici dalla centralizzazione, ma non si possono annullare le obiettive specificità dei presidi pisani rispetto ad altre realtà».
Un altro problema è stato segnalato da personale sanitario e questa volta riguarda la presenza di rami e foglie dentro alcuni imballi contenenti cotone sanitario non sterile che sono stati consegnati pochi giorni fa in un reparto di Cisanello. Su questo caso, i sindacati ipotizzano che il materiale fosse stato stoccato all’aperto.
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