Sicurezza
Una cittadella sportiva in rovina
Campi da calcio, da calcetto e da tennis, pista d’atletica, spogliatoi: tutto abbandonato da sei anni
PISA
Un inferno alimentato dal limbo. E' la situazione in cui versa oggi il centro sportivo della Fontina una volta gestito in concessione, dalla Uisp e dal Csi e oggi di proprietà della Provincia. Il “limbo” è costituito dal decreto Salva Italia che abolendo le amministrazioni provinciali rende di fatto orfano il complesso sportivo che ha un campo di calcio con spalti, spogliatoi, due campi da tennis, due di calcetto e una pista di atletica. L’inferno è lo stato in cui versa l’intero complesso. Il campo di calcio ha le porte rotte, l’erba o manca o è alta due metri. I fari di illuminazione (lì si tenevano vivacissimi tornei notturni) sono rotti, gli spalti sono stati rimossi, la pista di atletica è impraticabile. I campi da calcetto e da tennis sono devastati: sparite le reti di recinzione e le porte, così come irriconoscibili sono le superfici su cui si giocava. Ciò non toglie che ieri, degli studenti universitari, passando da un buco della recinzione, abbiano improvvisato una partitella. Anche tutti i lampioni degli impianti sono inutilizzabili, alcuni rotti, altri con i fili tagliati. Gli spogliatoi hanno vetri infranti, porte murate e sui gradini ci sono spazzatura e materassi abbandonati.
Sei anni di abbandono. Dopo ben sei anni di incuria e abbandono, uno dei più grandi complessi sportivi della città non vede ancora la luce in fondo al tunnel. Allo stato dell’arte su nessun tavolo istituzionale c’è un progetto, un bando di gara per i lavori o per la gestione. Niente di niente. Scadute infatti le convenzioni con le associazioni di gestione, il complesso della Fontina è diventato terra di nessuno. Il tutto è stato complicato dal fatto che gli impianti sportivi poggiano su aree sia del Comune di Pisa che di quello di San Giuliano Terme. A fine 2010 la patata bollente di quel complesso passa alla Provincia e quindi tutto il blocco decrepito e fatiscente degli impianti sportivi, entra ufficialmente nel demanio dell’amministrazione provinciale. Ci entra ma di fatto ne deve già uscire dopo il decreto Salva Italia che lascia in vita le Province solo fino alla fine dell’attuale legislatura. «Non è proprio il momento più adatto per parlare di investimenti pluriennali visto che non sappiamo neppure di che morte dovremmo morire», dice l’assessore provinciale al patrimonio Nicola Landucci.
Provincia chiama Comune. L’assessore si riferisce alle competenze e al demanio provinciale che non è ancora chiaro se passerà ai Comuni o alla Regione. «A livello legislativo nazionale nulla è stato ancora stabilito», spiega Landucci. E allora bisognerà tenerci l’impianto de La Fontina così com’è per almeno altri due anni? «In attesa e in vista dei cambiamenti legislativi che sono nell’aria – dice Landucci – abbiamo comunque già avviato dei contatti positivi per il definitivo passaggio della proprietà al Comune».
Forse qualcosa si muove, dunque, se pur con lentezza esasperante. Contatti del genere infatti, furono già presi all’epoca della presidenza in Provincia di Gino Nunes. Era il 2001. E pensare che tre anni fa il Pisa voleva fare di quegli impianti il suo campo di allenamento invece di andare a chiedere asilo a Camp Darby. Fatto sta che l’intero complesso non è più a norma di legge dal 2007 e quindi anche quel poco che potrebbe esser salvato dal degrado e dagli atti di vandalismo deve comunque rispettare le nuove leggi in materia di sicurezza. Il decreto Salva Italia è del dicembre scorso. L’incuria invece dura da 6 anni, è ancora oggi visibile e si stima che ritornare alla piena fruibilità dell’area costerà oltre un milione di euro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
