Il Tirreno

Pisa

L’inceneritore va ristrutturato

di Luca Daddi

Paolo Marconcini, presidente di Geofor: ma guai a pensare di chiuderlo, quell’impianto è necessario

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PISA

L’inceneritore di Ospedaletto ha bisogno di essere ristrutturato. Lo dice Paolo Marconcini, presidente di Geofor Spa, annunciando che «l’intervento è previsto dal piano industriale che accompagnerà il percorso per la selezione del gestore unico dei rifiuti nelle quattro province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara».

Dati ok. Dunque ristrutturazione, ma non chiusura. Marconcini risponde così al comitato “NonBruciamociPisa” che nei giorni scorsi proprio sul “Tirreno” ha chiesto chiarimenti sul funzionamento del termovalorizzatore dopo che nei mesi scorsi erano stati superati i livelli di diossina.

«Sul finire dell’anno scorso - spiega il presidente di Geofor - abbiamo chiuso l’impianto. C’è stato un superamento lieve, senza punte elevate, ma non è vero che abbiamo sottovalutato il problema della diossina proseguendo l’attività. Abbiamo invece ordinato l’immediato stop dell’inceneritore per tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini, poi abbiamo presentato alla Provincia e all’Arpat un piano perché l’impianto tornasse a norma. L’amministrazione di piazza Vittorio Emanuele ci ha autorizzato a rimettere in funzione il termovalorizzatore dopo la verifica dei lavori fatti e dei risultati delle analisi che, svolte in maniera approfondita, hanno dato risultati entro i limiti consentiti. Anzi, dieci volte al di sotto degli stessi - sottolinea Marconcini -. Ciò vale per la caldaia numero uno e per quella numero due, ossia entrambe le linee di combustione del termovalorizzatore».

Sotto il profilo tecnico - osserva ancora il presidente di Geofor - «la società può contare sulla collaborazione e l’assistenza di figure esterne di elevate qualità professionali, tra le quali il professor Adelmo Benassi, esperto di termovalorizzazione all’Università di Parma, il professor Michele Maini, esperto in sistemi di controllo e regolazione, e i tecnici dell’azienda Wte, specializzata nella progettazione di impianti di questo genere».

Avendo avuto il permesso dalla Provincia, Geofor usa per l’inceneritore anche «i sovvalli residui della lavorazione dell’impianto dell’organico che in genere finiscono in discarica. Si tratta di materiale che ha un basso potere calorifico e, mescolato con un rifiuto che è sempre più secco data l’alta percentuale di raccolta differenziata, fa sì che venga riadeguato il potere combustibile dei rifiuti, in base alle potenzialità e ai limiti dell’impianto di Ospedaletto».

Raccolta differenziata. Marconcini cita anche altri risultati aziendali, ricordando come il bacino servito da Geofor sia al 45% di raccolta differenziata dei rifiuti, calcolando pure l’apporto dei biocomposter. I comuni dell’area pisana sono oltre il 47%, con punte di eccellenza a Calci, San Giuliano e Vecchiano, che si collocano tra il 60 e il 70%, così come a Bientina, Calcinaia, Ponsacco e Santa Croce, «che hanno già superato l’obiettivo di legge del 65% per il 2012». Ultimo dato: nel 2011 nei 25 comuni della provincia di Pisa serviti da Geofor sono state raccolte 221.618 tonnellate di rifiuti urbani, 11mila in meno del 2010.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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