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I vecchietti di Malvaldi sbarcano in tv, il produttore: “Avranno successo”

I vecchietti di Malvaldi sbarcano in tv, il produttore: “Avranno successo”

A comprare i diritti è Carlo Degli Esposti che ha portato al successo tv la serie sul commissario Montalbano

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La fiction potrebbe aver trovato il nuovo Montalbano. Finiranno in tv e magari anche al cinema come collezione di film, gli arzilli vecchietti impiccioni di Marco Malvaldi, il giovane chimico-romanziere di Pisa che sforna gialli intriganti da vertici di classifica. Malvaldi, classe 1974, ricercatore di Chimica Bioorganica dell’università di Pisa, è una scoperta letteraria di Sellerio, così come Andrea Camilleri ma le coincidenze, casa editrice-saga-bestseller, non finiscono qui perchè a comprare i diritti è Carlo Degli Esposti, artefice con la sua società Palomar proprio del successo tv del commissario Montalbano interpretato da Luca Zingaretti.

«Malvaldi - dice Degli Esposti - ha una capacità di raccontare attraverso l’indagine gialla cosa accade nella provincia italiana, una capacità che riporta ad alcuni grandi scrittori del passato. I suoi libri hanno una potenza visiva che si presta alla trasposizione in tv o al cinema, hanno conquistato me e milioni di lettori che certamente ameranno l’idea di vederli in carne ed ossa. Cominciamo ora a lavorare alle sceneggiature e a pensare al cast». Si vedranno su Rai1? «Io preparo la saga di Malvaldi a prescindere dalla Rai, poi vedremo e non escludo il cinema», aggiunge Degli Esposti che dopo “Noi credevamo” di Mario Martone è produttore della trasposizione cinematografica del romanzo Acciaio di Silvia Avallone, che punta ad essere proposto ai selezionatori italiani del festival di Cannes.

«Dentro quelle pagine mi sembra di rintracciare una commedia piacevole d’ambiente nella migliore tradizione di Risi e Monicelli e più recentemente dei primi film di Leonardo Pieraccioni. E a quella commedia si unisce il poliziesco “da bar”, altrettanto provinciale: un mix eccentrico e accattivante». Attualmente in cima alle classifiche italiane, in sfida proprio con Andrea Camilleri, c’è “La carta più alta”, quarta storia della fortunata sedie edita da Sellerio che segue i precedenti “La briscola in cinque”, “Il gioco delle tre carte” e “Il re dei giochi”.

«Nella saga di Camilleri c’è Vigata, in quella di Malvaldi l’altrettanto immaginaria ma realissima Pineta sul litorale toscano - dice Degli Esposti -. Là la Sicilia a regalare atmosfere e profumi, qui una toscanità dall’umore popolare e iconoclasta».

Indolenti, perdigiorno, improbabili investigatori in gruppo, la squadra del BarLume di Pineta, un asilo senile bello e buono, in cui, a parte il “barrista” Massimo e la sua banconista, la bella Tiziana, il più giovane è Aldo, ultrasettantenne gestore dell’osteria Boccaccio. Seguono Nonno Ampelio, Pilade, il Del Tacca del Comune, il Rimediotti: impareggiabili nello scrutare la provincia italiana, in vernacolo pisano, fra un pettegolezzo, una bevuta, la lettura della «rosea» e quattro risate si stanno per guadagnare la prima serata tv. «Gliel’avessero detto - scherza il produttore - ci avrebbero costruito sopra una bella indagine; così, per ammazzare il tempo».

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