Il Tirreno

Pisa

Oliveti e frutteti ghiacciati

di Pierluigi Ara
Oliveti e frutteti ghiacciati

Le temperature rigide danneggiano l’agricoltura. I produttori: «A rischio il nostro raccolto»

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SAN GIULIANO

Agricoltura in ginocchio per il freddo di questi giorni. Scarseggiano frutta e verdure. Sui banchi dei negozi i prezzi sono lievitati. La causa va ricercata soprattutto nella difficoltà del raccolto e nel trasporto delle merci.

Ecco un’altra conseguenza del ghiaccio che paralizza anche l’agricoltura. «Impossibile dissodare la terra - si lamenta Franco Del Moro, olivicoltore del Monte Pisano - non si riesce a far nulla. La terra si presenta come una distesa compatta di lastre congelate. Gli ortaggi di stagione rovinati quasi interamente. Un disastro».

Queste giornate di aria siberiana, con la colonnina di mercurio che la notte precipita sotto lo zero, fanno temere il peggio anche per gli alberi da frutto e gli oliveti. Giulio Parenti Del Corso testimonia: «Le piante da fiore sono ko. Neppure i teli messi a protezione, per esempio, dei limoni riescono ad avere una qualche efficacia. O gli appositi vasi vengono messi a riparo dentro una struttura, come ha fatto il sottoscritto, oppure non ce la facciamo a salvarli. Ho una amara esperienza del passato».

Timori diffusi su tutti i fronti. La paura investe soprattutto gli olivi la cui coltura è vanto e ricchezza delle nostre zone. «Il ricordo del gennaio 1985 riaffiora nelle nostre menti - dice Alessandro Bonanni, presidente della cooperativa del lungomonte pisano - si verificò quell’anno una vera e propria morìa.

«Io la vedo più brutta adesso - fa sentire la sua opinione Carlo Bettini, un esperto del monte pisano anche per avere concorso a realizzare la strada provinciale che sale al monte Serra -. Quando si bruciano le radici degli olivi, in conseguenza del ghiacico e del gelo, si deve temere il peggio. E qui si va giù di brutto nelle ore notturne. Intanto bisogna evitare assolutamente di tagliare ed effettuare potature alle parti legnose». «In effetti - fa eco Claudio Celandroni, uno degli addetti ai lavori in Val di Vico - è opportuno non toccare gli alberi in presenza del ghiaccio. Al limite ci si limiti a semplici interventi superficiali quali la spollatura e la rimondatura».

Fabio Casella è il punto di riferimento per gli olivicoltori anche per il ruolo che ricopre localmente nel settore della forestazione. «Quale vecchio dipendente della Regione Toscana - racconta - ho vissuto la terribile stagione nel 1985, cominciò tutto l’8 gennaio e si andò avanti per un po’ di tempo con il freddo polare capace di seccare centinaia e centinaia di olivi. Passata la bufera, l’assessore dell’epoca Enio Bonifazi approntò un vasto piano di ripiantatura di giovani olivi, che sortì ottimi risultati, avvalendosi della preziosa collaborazione dell’Accademia dei Georgofili».

«Al momento - continua Casella - non siamo al dramma del 1985 o a quello del 1956. Però guardiamo con apprensione alle previsioni meteorologiche tenendo conto che, la notte, scendiamo in molte località a -7 e -8. Ciò si verifcherà per l’intera settimana e forse anche la prossima. Meno male che almeno il grosso della neve quasi ovunque è scivolata giù dalle foglie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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