Il Tirreno

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Imprenditoria, Pisa cresce più del Nord

di Luca Daddi
Imprenditoria, Pisa cresce più del Nord

La Camera di Commercio: la provincia sale dell’1,5 per cento e conquista l’ottavo posto a livello nazionale

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PISA

La polemica tra Pisa e l'Europa sulle opportunità delle imprese di insediarsi sul territorio si è appena spenta e ora a dare manforte a ciò che sostengono le istituzioni locali arrivano anche le statistiche.

Altro che opportunità di sviluppo perse, come ha detto il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso citando i ritardi sul caso Ikea. Al contrario la provincia pisana è tra quelle in Italia dove la dinamica imprenditoriale è più alta con una crescita dell'1,5% nel 2011 e all'ottavo posto assoluto a livello nazionale. Meglio anche di tante province del Nord.

L'analisi è stata fatta dalla Camera di Commercio di Pisa.

«Pur in presenza di una crisi che, nonostante alcuni timidi segnali di rallentamento, ha continuato a manifestarsi per tutto il 2011, il tasso di crescita imprenditoriale della provincia di Pisa ha subìto solo un lieve rallentamento, passando dal +1,6% del 2010 al +1,5% del 2011», scrive Alberto Susini, responsabile Ufficio studi, statistica e relazioni esterne dell’ente camerale.

Il risultato di Pisa e provincia, tuttavia, è frutto della crescita avvenuta nei servizi e nelle costruzioni, mentre il settore primario, il manifatturiero e l’artigianato, segnalano una contrazione.

Considerando le 3.276 iscrizioni e le 2.795 cessazioni intervenute nel corso del 2011, cui vanno aggiunte le 181 cancellazioni d’ufficio che la Camera di Commercio ha operato, il numero di imprese registrate in provincia di Pisa tocca, al 31 dicembre scorso, quota 43.757 di cui ben 38.105 risultano attive.

«Nonostante il rallentamento registrato rispetto al 2010, Pisa continua ad essere tra le province più dinamiche a livello nazionale, posizionandosi all’ottavo posto per quanto riguarda la crescita imprenditoriale - sottolinea Susini - Per il quarto anno consecutivo, inoltre, la città della Torre registra un risultato che non solo si posiziona al di sopra della media nazionale (+0,8%), ma anche di quella regionale (+1%)».

Forme giuridiche e artigianato. Per quanto riguarda le diverse forme giuridiche, sono ancora le imprese individuali (+1,8%, +407 unità) e le società di capitali (+3, +293 unità) a sostenere la crescita del tessuto produttivo pisano.

All’interno delle società di capitali sono però quelle a responsabilità limitata (srl) ad avanzare (+3,2%, +302), mentre quelle per azioni (spa) perdono il 2,6% (pari a 9 imprese in meno rispetto al 2010).

Crescono, nel 2011, anche le altre forme giuridiche (+2), mentre le società di persone registrano una contrazione (-0,6%, pari a 55 imprese in meno). Dopo la parentesi positiva del 2010, torna a contrarsi il numero di imprese artigiane (-0,6%, -67 unità).

Settori. La crescita del tessuto imprenditoriale pisano è attribuibile ai servizi (+2,8%, pari a 672 imprese aggiuntive rispetto al 2010), alle costruzioni (+1,6%, +116 unità) e, almeno in parte, alle utilities (+1,6%).

All’interno dei servizi troviamo soprattutto il commercio al dettaglio (+4,8%, +314 imprese) che, a sua volta, beneficia del boom registrato dal commercio ambulante (+14,4%, +280).

«Si tratta di un settore, quello del commercio al dettaglio, dove la presenza di imprenditori stranieri comincia ad assumere un certo rilievo», nota Susini.

Tra i servizi spiccano i segni positivi delle attività di ristorazione (+47 e +3,7%), dei bar (+49, +4,9%), dell’immobiliare (+79, +3,4%) e delle attività professionali, scientifiche e tecniche (+34 e +2,8%).

Nel terziario, solo il trasporto merci su strada (-4,8%, -34 unità) fa segnare una contrazione. All’interno delle costruzioni si segnala soprattutto la crescita dei lavori di costruzione specializzati (+3,3%), mentre arretrano le imprese legate alla costruzione di edifici (-0,7%): segnali evidenti di una ricomposizione interna al settore.

Forniscono invece un contributo negativo, come ormai accade da qualche anno, tanto il settore agricoltura e pesca (-56 imprese, -1,4%) quanto quello dell’industria in senso stretto.

Quasi tutti i comparti manifatturieri fanno registrare una contrazione. Tra questi, spiccano le calzature (-2,5%, -17), il legno (-3,7%, -14), l’abbigliamento (-3,2%, -13 unità), i mobili (-1,5%, -9 unità) ma anche la lavorazione dei metalli (-1,1%) e la concia (-0,6%). L’unico settore manifatturiero di una certa importanza che segna una seppur timida crescita, è quello della lavorazione dei minerali non metalliferi (+0,4%, +1).

I territori. La crescita imprenditoriale è trainata dalla Valdera (+2%, +251 imprese) e dall’Area Pisana (+1,7%, +291 unità). Il Valdarno Inferiore, con un +1,1%, mette invece a segno una crescita più contenuta e la Valdicecina registra una variazione prossima allo zero (+0,3%, solo 12 imprese aggiuntive).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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