Attenzione
Anche il Diritto allo studio contro gli affitti al nero
Università: lo sportello casa dell’Azienda regionale obbliga i proprietari degli alloggi a garantire un contratto regolare agli studenti
PISA
Anche l’Ardsu Toscana, l’azienda regionale per il diritto allo studio, dà il suo contributo alla lotta contro gli affitti a nero. Infatti, in una banca dati raccoglie le offerte di oltre novecento proprietari di appartamenti in città e immediati dintorni e, per accettare la segnalazione, a questi chiede l’impegno di registrare i contratti di locazione nel rispetto di tutte le normative fiscali.
Può sembrare una promessa facile da disattendere da parte di spregiudicati padroni di casa, ma si considerino due argomenti: la Guardia di Finanza, se volesse, avrebbe accesso immediato alla lista degli alloggi e potrebbe andare a controllare; quindi non conviene mettersi così in vista e poi non rigare dritto.
Inoltre, sempre l’Ardsu ha uno sportello di consulenza per gli studenti curato dai sindacati degli inquilini, che forniscono ai ragazzi tutte le informazioni per capire se qualcuno sta approfittando della loro buona fede.
L’ultimo dubbio che resta è se non sia il caso di prevedere un servizio del genere esteso a tutti i cittadini e non solo riservato agli studenti universitari.
Ma l’accordo riguarderebbe la pluralità di soggetti che rientrano nel “Patto territoriale” (Provincia, Comuni, Università, istituzioni, banche, associazioni di categoria e tanti altri) siglato nel 1999. Si va verso una sinergia in molti campi, non solo nel contrasto all’evasione.
Nell’attesa l’Ardsu, da statuto, si preoccupa di favorire gli studenti. L’Azienda per il diritto allo studio non fa intermediazione tra gli iscritti all’Ateneo e i privati cittadini possessori di dimore: pertanto, a differenza delle agenzie immobiliari, non prende una percentuale sui contratti (questo è ovvio, il servizio è gratis) e si limita a fornire i contatti; saranno poi gli interessati a cercarsi.
Ma lo Sportello Casa ha successo perché è molto dettagliato: lo studente, per e-mail o presentandosi in ufficio al lungarno Pacinotti, può chiedere tutti i requisiti di suo interesse, come presenza di zanzariere, lavatrice e parcheggio o disponibilità per un particolare intervallo di tempo.
Il vantaggio per i proprietari, invece, è la quasi certezza di piazzare in tempi brevi la stanza o l’intero appartamento: delle novecento soluzioni registrate, al momento ne sono libere solo 175. Ciò che si chiede ai locatori, come detto, è il rispetto delle regole: quindi questi devono specificare, al momento della registrazione, sia il tipo di contratto che intendono proporre (libero, concordato, transitorio) che il canone richiesto. Sono quattro le zone in cui è divisa Pisa: centro, semi-centro, periferia e paesi limitrofi (San Giuliano e Cascina) e le quote degli affitti sono decrescenti e uniformi per zona, segno che nessuno fa il furbo.
In ogni caso, se uno studente ha dei dubbi, l’Ardsu ha una convenzione con Unione Inquilini, Sunia e Sicet: in quest’ordine, nelle mattine dal martedì al giovedì, gli esperti dei tre sindacati si alternano e forniscono tutte le consulenze necessarie. L’Ardsu da qualche anno ha lo Sportello Casa, ma nell’ultimo periodo ha intensificato i controlli e i “paletti” per l’accesso al servizio in modo che sia ancora più stringente la guerra all’evasione.
L’azienda prevede di ampliare la consultazione della banca dati anche in modalità diretta su web: il relativo software di gestione sarà implementato in modo tale che questa impronta “legalitari” continuerà a esserne un tratto distintivo.
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