Il dolore
Il neuroscienziato che studia i criminali
Le ricerche di un professore dell’ateneo pisano utilizzate dai Tribunali di Trieste e Como
PISA
Siamo davvero liberi? Quanto invece le nostre scelte sono condizionate? E da cosa?
È dagli albori della civiltà che l’uomo si pone questi interrogativi. Oggi le scoperte delle neuroscienze cominciano a far luce sui correlati cerebrali e molecolari del comportamento, dell’aggressività, del senso morale, della capacità di distinguere il bene dal male. Tutto questo pone inevitabilmente una domanda: esiste una mente criminale?
Questi temi saranno affrontati dal professor Pietro Pietrini, psichiatra, ordinario di Biochimica clinica e biologia molecolare clinica all’Università di Pisa e direttore dell’Unità operativa di Analisi chimico cliniche specializzate dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana in una conferenza domani a Genova (Palazzo Ducale, ore 17.45) nel ciclo “L’Uomo e il suo cervello”.
«Sebbene nessun gene determini un comportamento, oggi sappiamo che possedere una certa variante allelica aumenta la probabilità che un individuo possa mettere in atto un comportamento aggressivo o antisociale. Lesioni della corteccia prefrontale portano ad un discontrollo degli impulsi e alla perdita della capacità di giudizio. Queste scoperte hanno implicazioni che vanno ben oltre la scienza e la medicina, fino ad arrivare all’etica, alla morale, alla giurisprudenza», spiega Pietrini.
Due recenti sentenze, del Tribunale di Trieste e di quello di Como, hanno fatto proprie le conclusioni di perizie psichiatriche – redatte dal professor Pietrini e dal professor Giuseppe Sartori di Padova – che comprendevano sofisticate indagini neuroscientifiche.
A Genova il professor Pietrini parlerà di come le nuove scoperte delle neuroscienze stiano rivoluzionando il dibattito intorno al libero arbitrio e alla responsabilità delle nostre azioni. I criminali sono malvagi o malati?
Il professor Pietrini studia da oltre vent’anni le basi cerebrali delle attività mentali in condizioni di salute e in presenza di malattie psichiatriche.
È stato presidente del comitato scientifico della Organization for human brain mapping, la più importante organizzazione mondiale per lo studio del cervello umano.
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