Il dolore
Il carcere scoppia, ma la soluzione non c’è
Il garante dei detenuti in commissione consiliare: l’emergenza è soprattutto nella sezione femminile
PISA
Continua il dibattito sulla situazione del carcere Don Bosco di Pisa.
Ieri si è riunita la seconda commissione politiche sociali per sviluppare proposte di intervento da discutere nel prossimo consiglio comunale.
La discussione si è incentrata sulla relazione dell'avvocato Andrea Callaioli, garante dei detenuti presso il Don Bosco, riguardante le attività svolte negli ultimi due anni e le difficoltà della casa circondariale pisana. Dalla relazione si evince in particolare il problema del sovraffollamento. A fronte di una capienza regolamentare di 226 detenuti (204 uomini e 22 donne) e di una capienza tollerabile di 305 (268 uomini e 37 donne), nel carcere Don Bosco sono presenti un numero di detenuti che oscilla tra i 380 e 403. Circa 250 sono i reclusi stranieri, oltre cento quelli tossicodipendenti (di cui 28 in trattamento) ed otto quelli affetti da Hiv.
L'emergenza principale risulta essere quella della sezione femminile. A fronte di una capienza massima di circa venti unità, la sezione femminile del carcere Don Bosco “ospita” circa 40 detenute.
«È un'emergenza nell'emergenza – commenta l'avvocato Callaioli - e questo dovuto soprattutto alla situazione del carcere di Livorno che rischia di crollare. Per questo si è provveduto a chiudere alcuni suoi reparti tra cui quello femminile, smistando le detenute nelle case circondariali in cui è presente una sezione femminile, tra cui Pisa».
Durante l'incontro in Comune è intervenuta anche una delegazione della Cisl Fns della segreteria territoriale di Pisa per denunciare la carenza e le condizioni in cui si trova a lavorare il personale del carcere.
«Già nel 2009 – dice il segretario Fns Cisl di Pisa Paolo Mercurio – abbiamo denunciato tutte le lacune, le carenze, i rischi e le lesioni di diritti nel lavoro cui il personale di polizia penitenziaria è esposto nel carcere Don Bosco».
Il decreto ministeriale 2001 prevedeva per il carcere Don Bosco un organico di polizia penitenziaria pari a 259 unità. Invece, ad oggi, risultano in servizio 188 unità di cui 26 distaccate in altre sedi. In totale, quindi, il carcere pisano può contare sull'operatività di 162 unità, circa cento in meno di quelle previste.
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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