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Usura, il commercio è il settore a rischio

Usura, il commercio è il settore a rischio

Sos Impresa: le ditte della ristorazione, dell’abbigliamento e del calzaturiero sono le vittime predilette degli strozzini

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PISA

È passato poco più di un mese dalla tragica notizia dell’ultimo caso di un imprenditore morto suicida. Un impresario meridionale di quarantanove anni, padre di famiglia e titolare di un’impresa di climatizzazione, ha deciso di farla finita impiccandosi nel box che utilizzava come deposito, esasperato dall’usura. Poche righe scritte su un biglietto spiegano le ragioni del tragico gesto, compiuto per liberarsi dal tormento dei problemi economici che gravavano sulla sua impresa. Storie di ordinaria disperazione ai tempi della peggiore crisi economica di cui l’Italia abbia memoria dal dopoguerra. Ma il fenomeno dell’usura si sta diffondendo a macchia d’olio anche nella nostra regione, fino a poco tempo fa considerata tra i territori meno colpiti (seppure non esenti) da questo rischio.

Vittime e carnefici. A rivelarci l’identikit delle vittime dell’usura e dei propri carnefici, i dati forniti da Sos Impresa (panoramica dal 2008 al 2011).

Per quanto riguarda il sesso, abbiamo una prevalenza di uomini sia tra le vittime (73% dei casi), sia tra gli imputati (87% dei casi), ma mentre in quest’ultimo caso la percentuale femminile del 13% è in aumento, ma sostanzialmente in linea con quella di altre fattispecie di reato dove i soggetti femminili oscillano sempre tra il 9% ed il15%, il dato delle vittime (27% di donne) è più alto della media.

L’età delle vittime è nell’83% dei casi al di sotto dei cinquant’anni. La suddivisione per fasce d’età, rende ancora più evidente questo dato. Infatti, abbiamo un 22% dei casi che ha meno di 30 anni, il 31% dai 31 ai 40 anni, 29% dai 41 ai 50 anni, un 17% dai 51 ai 60 anni e solo un 1% ha un’età superiore ai 60 anni.

Questo è un dato molto preoccupante poiché dimostra come negli ultimi dieci anni si sia notevolmente abbassata l’età della vittima.

Per quanto riguarda gli imputati si evidenzia una maggiore anzianità: il 28% di questi ha un’età superiore a cinquant’anni. Ma non mancano casi di coinvolgimento di persone anche molto giovani.

Nel dettaglio, il 20% ha un’età non superiore a 30 anni, nel 25% fino a 40 anni, nel 27% fino a 50 anni, il 19% fino a 60 anni e ben il 9% oltre i 60 anni.

Per quanto riguarda l’attività lavorativa della vittima, dai dati analizzati emerge che nella maggioranza dei casi (46%) si tratta di piccole imprese operanti nel commercio, seguono altre tipologie di imprese (30%), gli artigiani (10%), liberi professionisti e lavoratori dipendenti (rispettivamente 6% e 7%) ed infine con una percentuale minima disoccupati e pensionati (1%).

I settori colpiti. Ancora più specificatamente, nel comparto del commercio i settori più colpiti sono la ristorazione (26%), l’abbigliamento e il calzaturiero (23%), il commercio ambulante (20%) e le rivendite di generi alimentari (15%). Nel mondo dell’impresa, invece, i settori più colpiti sono quello edile (35%), le imprese agricole ed ittiche (29%), ed il settore alberghiero-turistico (15%). La scelta del ricorso al prestito usurario per molti imprenditori e commercianti si rivela fatale: nel 30% dei casi, infatti, ha de terminato la fine della propria attività.

Cause della cessazione dell’attività imprenditoriale e commerciale sono l’avvio delle procedure fallimentari e le conseguenti sentenze (40%), la chiusura volontaria o la cessione a terzi (31%), il cambio dell’attività (17%) e, fatto grave, l’esproprio da parte degli usurai (12%).

La Fondazione. In Toscana è attiva la Fondazione per la prevenzione dell’usura che si avvale della collaborazione di 40 centri di ascolto, distribuiti nelle principali località della Regione Toscana. In particolare, nella provincia di Pisa operano sei centri di ascolto (dislocati nelle sedi della Misericordia di Pisa, Navacchio, Cascina, Pontedera, San Miniato, Volterra) dove dei volontari professionalmente preparati nel settore operano, a titolo gratuito, per valutare la fondatezza della richiesta di sostegno economico di ogni singolo caso (sulla base di specifici requisiti) e ricercare la soluzione migliore per coloro che versano in una condizione debitoria alla quale non riescono a fare fronte.

Lo stato di crisi delle imprese. Soffermando l'attenzione sui dati regionali relativi allo stato di crisi delle imprese, forniti dalla Federazione nel 2011, si evidenzia rispetto all'anno precedente una minore richiesta di finanziamenti: dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2011 sono state erogate 27 pratiche di finanziamento per un totale di 2.346.300 euro a fronte di 38 richieste (nel 2010 le pratiche erogate sono state 35 per un totale di 3.521.000 euro mentre le domande rigettate sono state 14).

Analizzando i dati che sono pervenuti dalla Fondazione Antiusura Toscana, dal 1998 al 2011 abbiamo una panoramica ancora più ampia, con un numero di pratiche erogate pari a 308 (per un totale di 20.444.210 euro) su un totale di 557 domande complessive. (a.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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