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Pisa

Sempre più pisani senza assicurazione

Sempre più pisani senza assicurazione

Molte famiglie non ce la fanno a pagare le polizze di auto e moto. E c’è chi si arrangia falsificando i contrassegni

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di Antonio Scuglia

e Gianluca Campanella

PISA

Bolli, assicurazioni e patenti false, targhe rubate, libretti di circolazione contraffatti. È in forte aumento a Pisa (e non solo)la falsificazione dei documenti automobilistici. Non solo da parte di truffatori incalliti o dei professionisti del crimine che portano oltre confine le auto rubate, ma anche da parte di gente che, per colpa della crisi, è costretta a far carte false (letteralmente) per mantenersi l'automobile.

I vigili. Il vicecomandante della polizia municipale, Paolo Migliorini, racconta che sono talmente tanti gli automobilisti beccati con documenti falsi, che «è difficile quantificarne il numero». Dal 2013 il governo ha promesso lotta senza quartiere attraverso certificati elettronici e tanti altri accorgimenti: nei primi tempi le cose andranno sicuramente meglio, «sino a quando i falsificatori non troveranno nuove tecniche per sembrare apparentemente in regola», prevede Miglliorini. Che non si scoraggia: anche i controlli diventeranno più fini e si adegueranno alle tecnologie.

«Di queste pratiche e non solo, - spiega Pino Staffa, presidente di BabyConsumers - l'Aci è a conoscenza. In un loro recente convegno a Riva del Garda, è emerso che secondo i dati che stanno raccogliendo al Pra (pubblico registro automobilistico), la contraffazione dei documenti sta invadendo anche il campo delle radiazioni dei veicolo, con certificati di proprietà che vengono falsificati, fino ad arrivare a ricevute di pagamento, bollettini postali compresi, fasulli e spacciati per veri».

In periodi non particolarmente brillanti come quelli che stiamo vivendo e con sempre maggiori situazioni di disagio, sono in aumento le persone che cercano la maniera di non pagare nella speranza che non succeda niente e che non si incappi in nessun controllo, trovando facile risposta in un mercato fatto di persone che danno vita ad attività illecite, le quali consentono facili ed immediati guadagni.

Insomma, se c'è chi non ha i soldi per pagare il bollo o l'assicurazione, ma pur di circolare(e forse senza rendersi ben conto di quello che sta facendo), cade nella tentazione di procurarsi ricevute o contrassegni falsi, di contro, c'è chi è pronto, senza scrupoli, a lucrare su questa situazione.

Le vittime di incidenti. Pensate a tutti coloro che, dopo un incidente con chi era sprovvisto di assicurazione o ne aveva una taroccata, si trovano ad inseguire, per il risarcimento, il Fondo di garanzie per le vittime della strada, iniziando un calvario che dura anni, per essere indennizzato. «I nostri uffici legali sono a disposizione di questi cittadini», dice Staffa. Info: BabyConsumers, via Gereschi 32, tel. 050-09.88.237, 347-344.62.56, www.babyconsumers.it

Le sanzioni. Esistono due possibilità quando si viene smascherati: il sequestro della macchina con annesso procedimento amministrativo; oppure la denuncia penale.

Si va incontro al "semplice" problema economico quando si infrange l'obbligo di visione: chi, a un controllo, dicesse «Non ho quello che mi chiede», in teoria passa meno guai. Ma, nel contempo, non esporre il contrassegno in auto è il modo migliore per farsi fermare.

Invece, consegnando un finto documento, si è passibili di doppia denuncia: di sicuro "uso di atto falso" (art. 489 del codice penale) e poi, a seconda delle circostanze, uno tra "falsità materiale commessa dal privato" e ricettazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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