Attenzione
Saldi, il 20% dei negozi denuncia un calo
Flessioni intorno al 5%, ma c’è anche chi parla di andamento in linea con l’anno passato
PISA
«I saldi invernali stanno avendo un andamento stabile rispetto all’anno scorso per la maggior parte dei commercianti pisani; anche se il 20% registra una flessione del 5% nel volume d’affari. Un dato meno negativo rispetto alle aspettative, ma non si può certo parlare di boccata d’ossigeno». A parlare è Marco Sbrana, direttore della Confesercenti, sulla base di una indagine svolta dall’associazione dopo il primo mese di saldi invernali. Oltre 100 le attività commerciali di abbigliamento e accessori intervistate tra Pisa e provincia.
«Il 60% degli operatori intervistati – spiega ancora Sbrana – giudica sostanzialmente invariato il volume di affari in questo primo mese di saldi rispetto al 2011. Va però sottolineato come l’anno scorso il dato era stato fortemente negativo. Quindi nessuna accelerazione tanto attesa per mettere a posto i bilanci».
Bilanci che erano usciti malconci da dicembre, come sottolinea il direttore Confesercenti: «Dicembre non è stato un mese positivo per il commercio. La crisi si è infatti abbattuta proprio nel periodo dell’anno in cui si allentano i cordoni delle borse. Se a questo aggiungiamo un clima sostanzialmente mite, ecco spiegate la contrazione dei consumi e l’attesa dei saldi specie per i capi più importanti».
Dall’indagine emerge, però, anche un 20% di intervistati che hanno registrato un aumento delle vendite. Spiega Sbrana: «Si tratta di quelle attività che hanno risentito soprattutto di una partenza molto forte dei saldi. Nella prima settimana, infatti, qualche negozio ha registrato una vera e propria impennata. Poi ridimensionata nel periodo successivo». Quindi i saldi non costituiscono più la soluzione ai problemi del commercio, almeno se confinati ad un periodo ben definito. Da qui la proposta del governo di liberalizzare anche le vendite promozionali, ipotesi che vede totalmente contraria Confesercenti.
«I saldi e le vendite promozionali hanno bisogno di regole – insiste il direttore –, altrimenti regnerebbe il caos. Una mancanza di limiti finirebbe per favorire la grande distribuzione. Semmai bisogna pensare a spostare in avanti il periodo dei saldi di fine stagione. Il commerciante, infatti, si trova praticamente a vendere merce scontata appena acquistata a prezzo pieno. E considerando che in molti hanno deciso di non ricaricare l’aumento dell’Iva sul prezzo finale, ecco spiegate le difficoltà del commercio».
Conclude il direttore di Confesercenti: «Il dato di gennaio sulla fiducia nelle imprese del commercio al dettaglio scende al 78,4, segnando il valore minimo dal 2003. Nel commercio al dettaglio il clima di fiducia scende in entrambe le tipologie di vendita. L'indicatore cala da 68,1 a 65,5 nella grande distribuzione e da 93,5 a 88,6 nella distribuzione tradizionale. Continuano a peggiorare le attese e, soprattutto, i giudizi sulle vendite, e cala il saldo relativo alle scorte di magazzino».
Daniele Benvenuti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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