Proteste
Quell’inceneritore deve essere chiuso
Intendiamo informare la popolazione pisana sugli ultimi malfunzionamenti dell'inceneritore di Ospedaletto avvalendosi di dati estratti da documenti richiesti ad Arpat e Provincia. Al momento di...
Intendiamo informare la popolazione pisana sugli ultimi malfunzionamenti dell'inceneritore di Ospedaletto avvalendosi di dati estratti da documenti richiesti ad Arpat e Provincia.
Al momento di ritirare gli ultimi documenti richiesti in Provincia, un membro del comitato NonBruciamociPisa è stato costretto a firmare un foglio in cui si impegnava a non divulgarne i contenuti, pena il non rilascio dei documenti: prassi mai vista e fuori da ogni legittimità.
NonBruciamociPisa sopperisce purtroppo al silenzio degli organi preposti. Non ha ricevuto risposta una lettera inviata da circa cento genitori delle scuole dell'Istituto Gamerra al sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, lettera che chiedeva rassicurazioni riguardo alla salute dei bambini, dopo il superamento dei limiti di diossina che causarono il 3 novembre 2011 lo spegnimento della linea 2 dell'inceneritore di Ospedaletto.
Dai documenti emerge che l'inceneritore fu spento con alcuni giorni di ritardo rispetto a quanto stabilito dalla legge, ovvero entro quattro ore dal momento in cui sia noto il superamento.
Il mantenerlo acceso serviva alla società Geofor per effettuare nuovi rilievi di diossina il cui risultato avrebbe chiarito le ragioni dello sforamento.
In realtà, ben prima di conoscere questi esiti, si sono effettuati interventi di adeguamento consistenti essenzialmente nella sostituzione dei filtri a manica per riaccendere quanto prima i forni.
A tal fine la Geofor presenta il 28 novembre un piano di ripartenza, che viene accettato dalla Provincia. Solo successivamente comunica il risultato dei campionamenti del 3 novembre: da essi emerge un superamento dei limiti di ben sette volte.
La Geofor cerca di giustificare tali valori come uno "sbaglio" oppure "non rappresentativi".
Si può invece presumere che dal 27 settembre (data del campionamento in cui è stato rilevato il primo superamento del limite) fino al 3 novembre, i valori si siano attestati costantemente superiori ai limiti.
Quel giorno vengono condotte misure anche prima dei filtri: dal confronto della diossina prima e dopo sembra di capire che non sono i filtri a non funzionare, in quanto fanno quello che possono nell'abbattere valori spropositati di diossina subito dopo i forni.
Tuttavia si procede lo stesso a riattivare la linea 2 in data 9 dicembre, ma ulteriori problemi tecnici, evidentemente "non previsti", impediscono la ripartenza.
Intanto il 1° dicembre viene riattivata la linea 1, chiusa anch'essa all'inizio di novembre per un "disallineamento dei valori di diossina riscontrati", così come alla Geofor piace chiamare il superamento dei limiti (registrato ad ottobre).
Non sappiamo poi cosa sia successo. Rimane senza conseguenze la lettera dell’Arpat del 13 dicembre scorso al sindaco, autorità sanitaria del Comune di Pisa, e all'Asl sui gravi fatti che coinvolgono l'inceneritore, e sembrerebbe comunque ripartita la linea 2 il 19 dicembre. Non sappiamo se, come annunciato, sia stato effettivamente utilizzato un mix di rifiuti per alimentare l'inceneritore, pratica assai discutibile.
L'assenza di risposte alla lettera dei cento genitori induce a credere che a distanza di quattro mesi dal verificarsi del primo evento di superamento si continui a non avere certezze.
La popolazione della zona vive con ansia questa situazione e vuole sapere dagli enti preposti se vi sia pericolo, o no, per la salute.
Noi invece abbiamo la certezza che, non solo l'inceneritore di Pisa abbia fatto il suo tempo e che vada chiuso, ma anche che la gestione dei rifiuti basata sullo smaltimento finale (inceneritori e discariche) sia superata e vada abbandonata.
(Comitato NonBruciamociPisa)
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