Attenzione
Attori e stilisti cercano posti barca al porto di Marina
Ancora 25 milioni per terminare l’opera alla foce dell’Arno Il manager Bottai: «I soldi arriveranno da banche e soci»
di Giovanni Parlato
PISA
Ci sono nomi del mondo dello spettacolo e imprenditori della moda fra coloro che vorrebbero acquistare un posto barca al porto di Marina. «No, niente nomi, al momento rispettiamo la privacy della trattativa in corso», dice Stefano Bottai, presidente e amministratore delegato di “Boccadarno Porto di Pisa”, la società che sta costruendo l’insediamento alla foce del fiume.
Rete Imprese. In tempi di crisi, avere richieste di acquisto è un buon segnale. Il periodo per le imprese pisane è difficile, «la tensione nei mercati ha determinato una stretta creditizia», afferma ancora Bottai, non solo nel ruolo di imprenditore, ma anche come portavoce regionale di Rete Imprese, l’associazione che raduna tutte le associazioni di categoria: dalla Confindustria alla Confartigianato, dalla Confcommercio alla Confesercenti.
Tasso al 5%. «Adesso lo scenario internazionale sta migliorando e lo spread sta calando favorendo una riapertura del credito», spiega ancora Bottai che di recente è entrato nel comitato locale della Banca Popolare di Lodi. Attualmente, fa sapere Bottai, un’impresa che si rivolge ad un istituto bancario «ottiene mediamente un tasso del 5%», ritenuto troppo alto per fare partire la macchina degli investimenti e delle assunzioni. In pratica, quel 5% è una spinta troppo fiacca per spingere fuori dal pantano l’impresa locale come quella regionale.
La richiesta. Ma una possibile soluzione ci potrebbe essere: «Come Rete Imprese abbiamo chiesto alla Regione il rafforzamento patrimoniale dei consorzi di garanzia», dice Bottai. Tradotto in termini concreti, questo significa che Rete Imprese ha chiesto alla Regione di investire 20 milioni di euro nei Consorzi Fidi, un’operazione che potrebbe generare un effetto a catena fino a toccare 1 miliardo di credito. Questo perché le imprese in cerca di liquidità si rivolgono ai Consorzi che hanno delle convenzioni con le banche ed il Consorzio garantisce fra il 30 e 40% sul totale del prestito. Se i Consorzi Fidi avessero una maggiore liquidità l’accesso al credito per le imprese sarebbe più facile e a tassi più ridotti.
«Mi rendo conto che 20 milioni per la Regione Toscana non sono pochi - continua Stefano Bottai - ma è quanto Rete Imprese sta chiedendo. E i Consorzi Fidi delle varie categorie che erogano credito alle imprese, sono delle vere banche soggette al controllo della Banca d’Italia».
Il porto. In questo rapporto fra imprese e banche, si muove anche la società che sta costruendo il porto a Marina che ha dietro soci del calibro di Panchetti, Marianelli e Picchiotti. «Il Banco Popolare di Lodi ci ha assistito e ci assisteranno altre banche» dice Bottai che aggiunge: «Non scordiamo che stiamo costruendo un’opera faraonica. Fino ad ora abbiamo investito 80 milioni e per finire il porto ne serviranno altri 25 che arriveranno dai soci e dalle banche. Quindi, avremo terminato la fase 1».
Tra aprile e maggio, il bacino sarà riempito d’acqua e il porto si potrà vedere, mentre in estate sono attese le prime barche «di cui 80 posti sono già venduti e, ora, abbiamo scelto di fermare la commercializzazione». Motivo? «I posti barca comprati sulla carta costano meno - è la risposta - e poiché non manca molto alla fine della costruzione del porto, abbiamo deciso di vendere a lavori conclusi».
Costo del posto barca. Chi ha una barca di 12 metri e vuole comprare il posto spende sui 120mila euro e se vuole anche la comodità del garage, con un’ulteriore spesa di 30mila euro si toglie anche questo sfizio.
La fase 2. Una volta terminato il porto, cioè chiusa la “Fase 1”, si apre la “Fase 2”, ovvero la costruzione dell’area commerciale e residenziale. Si apre un’altra scommessa per la società. «Naturalmente, noi ci aspettiamo che questa fase di crisi sarà superata da tutti - è la riflessione di Stefano Bottai - e che l’economia possa viaggiare più spedita di ora».
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