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Pisa, la stanza piena della casa comune

Pisa, la stanza piena della casa comune

Settimana di miracoli, sfratti, neve e Vecchiano. Per la prima volta nella storia della nostra città la chiusura di una strada è segnalata per tempo. L’eccezionale evento è avvenuto in occasione...

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Settimana di miracoli, sfratti, neve e Vecchiano.

Per la prima volta nella storia della nostra città la chiusura di una strada è segnalata per tempo. L’eccezionale evento è avvenuto in occasione della potatura degli alberi in lungarno Cosimo I. Sui cartelli c’era scritto addirittura il perché: miracolo.

La maggioranza in consiglio comunale ha un pezzo vagante (si era già rischiato, ma poi li avevano messi a fare i presidenti o da qualche altra parte ed erano rientrati). Landucci junior si autosospende dal gruppo Pd. Il malessere era antico ma la rottura è avvenuta sul caso Rebeldìa su cui la linea dura del sindaco non l’ha convinto. A proposito di durezze, lo sfratto della donna rom e dei suoi bambini dal campo di Coltano, fa male. Una sola domanda: se non fossero stati rom sarebbe avvenuto? Nella neve, oltretutto. Ah, la neve: la Fi-Pi-Li dopo averci fatto comprare le catene a tutti, chiude per non farcele consumare. Enel e Ferrovie soccombono.

Il Comune di Vecchiano diventa uno zimbello europeo. Ora, non per assolverli – non mi permetterei mai -, ma la responsabilità della loro (non) scelta è da ripartirsi tra tutti coloro che avevano in quegli anni responsabilità di governo e politiche nell’area pisana e in Regione.

Troviamoci su un punto. Se siamo “una città di 200mila abitanti” bisognerà fare in modo che le funzioni siano distribuite sul territorio? Pisa invece, oltre agli storici motivi di attrazione, ha: università, ospedale, stazione, aeroporto, tribunale, uffici e aziende pubbliche, porto, Ikea e ancora. Questa concentrazione non fa bene né alla città né all’hinterland. È come se in una grande casa si scegliesse una sola stanza (Pisa) per farci la cucina, il bagno, la sala da pranzo e il salotto. Quella diventa invivibile e tutte le altre diventano camere da letto. Le scelte strategiche, gli insediamenti vanno riflettuti e concordati avendo coscienza che, per il bene complessivo, bisogna distribuire i pesi in modo che ognuno si faccia carico di oneri e onori.

La frase della settimana: «Ma non è che poi, dopo che abbiamo salvato l'Italia, quelli ci fregano?», l’ha ascoltata in molte assemblee del Pd l’onorevole Paolo Fontanelli che la riporta sul suo blog.

Alla prossima.

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