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Cantieri vicini all’accordo. La Cgil: “Arno” in difficoltà

PISA Sarà la volta buona? Da La Spezia rimbalzano ulteriori dichiarazioni di Federico Galantini, liquidatore del gruppo Baglietto, a proposito di un imminente conclusione della trattativa per la...

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Sarà la volta buona? Da La Spezia rimbalzano ulteriori dichiarazioni di Federico Galantini, liquidatore del gruppo Baglietto, a proposito di un imminente conclusione della trattativa per la cessione dei Cantieri navali di Pisa. Se lo augurano soprattutto i 61 dipendenti, da molti mesi in presidio permanente all’interno dello stabilimento in darsena.

Ma vediamo le ultime dichiarazioni di Galantini. «Abbiamo definito anche gli ultimi dettagli e il compromesso per la cessione del ramo d'azienda dei Cantieri di Pisa sarà firmato entro mercoledì», ha detto il ragioniere di Sarzana. Galantini ha anche annunciando che, a garanzia dell'accordo, gli acquirenti depositeranno una fidejussione che coprirà interamente la cifra di 9 milioni di euro pattuita per la cessione dello stabilimento pisano. «A Baglietto - ha aggiunto Galantini - resteranno anche alcuni asset che ci serviranno per raggiungere i 10 milioni di euro che avevamo indicato come valore del ramo d'azienda. Si tratta di alcuni scafi in vetroresina e altri stampi, che attualmente si trovano in Tunisia». Restano nel frattempo avvolti nel mistero i nuovi acquirenti. In darsena si rincorrono diverse voci e tutte si riferiscono ad un gruppo del nord Italia da qualche mese molto attivo sui Navicelli.

Ma nessuno vuole confermare e anche quello che aggiunge Galantini non svela molto. Il liquidatore ribadisce che «si tratta di una partnership italo-inglese» e pensa che «sarà proprio il partner industriale britannico a firmare ilcompromesso, anche se la fidejussione sarà italiana».

Di tenore opposto la situazione dei 35 lavoratori dei Cantieri Arno, che da mesi non ricevono lo stipendio e ora rischiano anche un periodo di cassa integrazione. Lo denuncia il segretario provinciale della Fillea Cgil, Pablo Cartone, che esprime «forti preoccupazioni sulla difficile situazione che sta attraversando l'azienda nautica detentrice del marchio Leopard».

«La crisi generale - aggiunge Cartone - ed i rapporti con le banche hanno pesato in modo decisivo sulla situazione economica e finanziaria dell'azienda, accompagnate tuttavia a nostro avviso anche da significative responsabilità manageriali. Da mesi stiamo seguendo costantemente la vicenda con incontri serrati con la società per trovare percorsi alternativi per garantire continuità a questa importante realtà del territorio pisano».

A rendere fosche le prospettive future, conclude la Cgil, è soprattutto «il fatto che non ci sono a portafoglio nuove commesse» e quindi «nei prossimi giorni saranno determinanti gli impegni presi dall'azienda sul pagamento delle quattro mensilità arretrate altrimenti gli scenari che si apriranno non escluderanno iniziative di mobilitazione e un coinvolgimento delle istituzioni locali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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