Il dolore
Rossi a Barroso: ricostruzione distorta
PISA «Quanto da lei riferito in quella sede è quantomeno parziale, frutto di una conoscenza dei fatti distorta e unilaterale». Chi scrive queste parole è il presidente della Regione Toscana, Enrico...
PISA
«Quanto da lei riferito in quella sede è quantomeno parziale, frutto di una conoscenza dei fatti distorta e unilaterale». Chi scrive queste parole è il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e il destinatario della lettera è il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso.
E’ l’ennesima puntata della polemica a proposito di Ikea e dei tempi burocratici per l’insediamento. Tempi troppo lunghi, secondo Barroso, il quale davanti al consiglio Ue aveva citato proprio questo esempio, parlando di un'attesa di sei anni contro gli otto mesi della Cina. Rossi era andato su tutte le furie, aveva denunciato un «enorme danno all'immagine» della Toscana, aveva chiesto una «rettifica» e aveva ottenuto una parziale marcia indietro da parte dell'Esecutivo Ue.
Nella missiva, arrivata ieri sul tavolo di Barroso, Rossi riepiloga tutti i passaggi della vicenda, puntualizza i motivi (da maxi centro commerciale a Migliarino a store unico ai Navicelli). Alla fine il governatore si augura di poter incontrare Barroso il 9 maggio a Firenze (allo “State of the Union” organizzato dall'Istituto Universitario Europeo) e di «rafforzare la nostra collaborazione» una volta «superati come mi auguro i fraintendimenti».
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