Sicurezza
I camionisti sono lavoratori sfruttati
Ho letto un articolo sulle pagine locali del Tirreno, "Camionisti, non ce n’è uno in regola", in cui si parla di irregolarità nel 100% delle ditte di autotrasporto. Credo si debba guardare agli...
Ho letto un articolo sulle pagine locali del Tirreno, "Camionisti, non ce n’è uno in regola", in cui si parla di irregolarità nel 100% delle ditte di autotrasporto.
Credo si debba guardare agli autotrasportatori con un occhio diverso senza dimenticare che che per decenni nel nostro paese è stato osteggiato il trasporto meno inquinante, quello sui treni.
Il lavoratore autotrasportatore è sottoposto a numerose vessazioni, non mancano il lavoro nero, i contratti a termine illegali, i contratti di apprendistato fasulli, gli stipendi che arrivano, quando arrivano, a discrezione dei padroni, calcolati in violazione del contratto nazionale, per altro sconosciuto a molte ditte. A rimetterci sono gli autisti che stanno notte e giorno al volante, vivono praticamente sul camion dove dormono e mangiano.
Allo sportello dei Cobas si sono rivolti alcuni camionisti che hanno descritto una realtà che va al di là delle statistiche, una realtà di scarse o inesistenti tutele individuali e collettive: i camionisti spesso sono obbligati di fatto a violare i regolamenti e a subirne le sanzioni, spesso sono criminalizzati come responsabili degli incidenti di cui gli autisti sono le prime vittime in virtù di condizioni di lavoro disumane. Sempre questi autisti denunciano assenza di contratti aziendali, violazioni del contratto nazionale, tempi di guida superiori alla media.
Esistono soluzioni? In alcune città italiane i Cobas hanno un sistema informatico capace di rilevare l’orario di impegno giornaliero, settimanale e mensile, conteggiare le ore da retribuire, gli straordinari, le trasferte ed il lavoro notturno. Un sistema per rilevare e quantificare (in euro e in punti-patente) le infrazioni commesse dal titolare della carta in tutti i paesi europei, per individuare e quantificare le infrazioni a carico del datore di lavoro e dei committenti per oggettiva responsabilità. Ma l'ausilio informatico non basta e il sindacato ha molte responsabilità nella situazione creatasi nel settore, perché ha accettato (in nome dell'occupazione) condizioni di vita e di lavoro insostenibili.
Detto questo, diamo alcuni numeri perché stiamo parlando di 115.000 aziende per 450.000 addetti, ma anche di 65mila imprese chiuse solo negli ultimi sei anni, di migliaia di ditte su cui gravano debiti di 200mila euro in media. I dati forniti dalla Cgia di Mestre sono eloquenti: l’aumento del gasolio pari al 54,5%, quello dei pedaggi autostradali pari a quasi il 20%, quello delle assicurazioni dal 50 al 100%.
A fronte di aumenti così sostanziosi, un autotrasportatore oggi deve anche affrontare in media 3.000 euro all’anno per assicurare la motrice di un Tir e 200 euro circa per il rimorchio, ha pochi finanziamenti e solo con un forte indebitamento riesce a sopravvivere. Sono dati che fotografano la crisi di un settore e la materiale impossibilità di mantenere in vita molte aziende individuali, una crisi che con le liberalizzazioni e l'aumento dei costi sarà destinata ad acuirsi.
La crisi è la vera causa dei blocchi dei giorni scorsi su cui il giudizio - di condanna - della Cgil è stato frettoloso e sbagliato, perché non si demonizzano i lavoratori in lotta tacendo per altro sul caro tariffe che sta mettendo in ginocchio interi rami produttivi del paese.
Tra i piccoli autotrasportatori in sofferenza non mancano oltre 5mila stranieri, titolari di impresa individuale, in particolare rumeni, marocchini e albanesi. Parliamo di migranti indebitatisi per 20 o 30 anni per acquistare un mezzo con mutui che per essere pagati ti costringono a doppi turni.
La realtà dei trasporti è assai più complicata di quella che i media vogliono far credere e la demonizzazione dei blocchi stradali serve ad occultare decisioni governative e l'assenza dei sindacati tradizionali. Un autotrasportatore guadagna al netto 0,10 euro a chilometro. Non basta solo questo dato a dimostrare che siamo in presenza di lavoratori sfruttati? E il Governo, con le liberalizzazioni, aumenterà questo sfruttamento.
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