Sicurezza
Quegli odiosi scippi perpetrati ai danni di ingenui turisti
Ore 11,30 del 28 gennaio, l’ennesimo scippo perpetrato ai danni degli ingenui turisti che, dal parcheggio di via Pietrasantina, si incamminano per l’assurdo pellegrinaggio
Ore 11,30 del 28 gennaio, l’ennesimo scippo perpetrato ai danni degli ingenui turisti che, dal parcheggio di via Pietrasantina, si incamminano per l’assurdo pellegrinaggio che, col sol cocente, con la pioggia battente o con il vento gelido, li condurrà ai piedi della Torre, sognata e ammirata sui depliant.
Il 28 gennaio è stato il turno di una signora spagnola. Fra le lacrime, raccontava di essere stata circondata da una frotta di ragazzetti che, dopo averla distratta, strattonata e confusa, l’hanno scippata della borsa contenente tutto il necessario per sostenere la gita in Italia e, sopratutto, nella nosta città. I nomadi, perché di questi si trattava, sono stati inseguiti dalla gente di via San Jacopo e dagli uomini di colore che esercitano il commercio (autorizzato) ai margini del parcheggio. Ma è stato inutile. I ragazzi, seguendo una strategia collaudata, si sono sparpagliati per le strade e la campagna rendendosi inarrivabili.
È allucinante assistere al quotidiano viavai dei pellegrini che, abili o disabili, devono farsi una lunghissima camminata, in andata e ritorno, per raggiungere la piazza. È angosciante fare i quotidiani pronostici su chi sarà la prossima vittima dello scippo o della prepotenza delle tribù vaganti nella zona. È deprimente constatare come non esista una struttura di sicurezza. È imbarazzante dover spiegare alle vittime che no, non è questa la Pisa che sognavano, che è una città civile e accogliente. È pacifico che ci sarà il solito cretino che mi accuserà di xenofobia, per aver citato i nomadi. Ma è così.
A me e a tutti i pisani ammalati di pisanità, farebbe immenso piacere conoscere, in proposito, il pensiero di chi ci governa e i loro intendimenti per evitare il perpetuarsi di tale situazione. A una condizione. Che non si faccia come per la vicenda del cassonetto al Fiume Morto. È stata risolta togliendo il cassonetto. Non vorrei che, in questo caso, la risolvessero demolendo la piazza dei Miracoli.
Daniele Guelfi
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